Arrampicarsi sul Burj Khalifa o lanciarsi da un dirupo in moto per la saga di Mission: Impossible sono precedenti illustri, che fanno capire quanto Tom Cruise, malgrado un'età di 64 anni, sia ben lontano da un approccio sedentario alla preparazione dei suoi film d'azione.
L'attore americano, avrebbe infatti deciso che per affrontare al meglio il sequel di Days of Thunder (da noi arrivato al cinema nel 1990 come Giorni di tuono) non basta qualche seduta al simulatore o qualche trucco di montaggio: Tom Cruise vorrebbe scendere in pista e correre per davvero nella serie ARCA (American Racing Club of America).
L'ostacolo (non da poco) dei vertici NASCAR
A svelare l'indiscrezione è stato direttamente Steve O'Donnell, CEO della NASCAR, durante un'intervista rilasciata a Front Office Sports. O'Donnell si è detto letteralmente ''scioccato'' dalla richiesta dell'attore, che ha espresso la ferma volontà di gareggiare nell'ARCA Menards Series—un campionato semi-professionale —per toccare con mano il realismo e l'adrenalina della gara prima delle riprese.
NASCAR è pienamente coinvolta nella produzione del film (in uscita prevista per giugno 2028), tanto da aver già pianificato la costruzione di ben 80 auto da corsa per la lavorazione sul set. Tuttavia, concedere il via libera per far correre una star di Hollywood in una gara vera e propria è un'altra storia. O'Donnell ha lasciato intendere che l'operazione sarà piuttosto complicata da concretizzare, pur senza chiudere del tutto la porta all'idea.

Perché la serie ARCA potrebbe non essere un'idea geniale
L'età di Cruise non sarebbe di per sé un problema: l'ARCA Menards Series vede al via molti giovanissimi alle prime armi affiancati da veterani sopra i cinquant'anni (il pilota più anziano in griglia, Michael Maples, ne ha 62). Ma è proprio la composizione del gruppo a rendere questa categoria notoriamente caotica e rischiosa.
Tra piloti in erba aggressivi e veterani esperti, i contatti porta a porta nei super-speedway e nei corti ovali americani sono all'ordine del giorno. Mettere una star da centinaia di milioni di dollari nel mezzo di bagarre simili solleva non poche preoccupazioni sia per gli assicuratori del film sia per gli stessi organizzatori.
Un passato vero nelle corse: l'insegnamento di Paul Newman
Va detto però che Tom Cruise non partirebbe affatto da zero. Infatti, ha un passato reale da pilota da corsa: galeotto fu l'incontro sul set de Il colore dei soldi (1986) con Paul Newman, che gli trasmise la febbre dei motori.
Nel 1987, proprio con il team Newman/Sharp Racing, Cruise ha gareggiato nel campionato SCCA Showroom Stockal volante di una Nissan 300ZX. E non si è limitato a fare da comparsa: nella sua prima stagione completa ha vinto 4 delle 16 gare corse, mettendo in mostra un talento puro che lasciò a bocca aperta meccanici e spettatori.
Fu proprio quella vera esperienza in pista a dargli la credibilità e le competenze per interpretare Cole Trickle nel primo Days of Thunder. Logico che, forse non senza un po' di nostalgia, Tom abbia tutte le intenzioni di rimettersi la tuta ignifuga e riprendere in mano il volante di un'auto da corsa.
A questo curriculum vanno aggiunti i test a Daytona sfiorando i 286 km/h sempre con una stock car gestita da Hendrick Motorsports e, nel 2011, persino una sessione al volante di una monoposto da Formula 1 della Red Bull sul tracciato di Willow Springs.
La ricerca dell'autenticità visiva per Days of Thunder 2 promette di spingere ancora una volta l'asticella un po' più in alto. Resta da capire se i commissari e i produttori gli permetteranno di indossare casco e tuta per una bandiera a scacchi reale o se si dovranno accontentare delle sole riprese sul set di Hollywood.
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.



