Quando a marzo BYD aveva presentato il sistema Flash Charging con le prime colonnine da 1.500 kW, sembrava ancora qualcosa di lontano per il Vecchio Continente. Ma non è così. Le prime stazioni Flash Charging di BYD sono ora operative in Europa (la prima in Germania, la seconda nel Regno Unito) e il costruttore cinese ha annunciato un piano per realizzare 3.000 colonnine entro la fine 2027. Una strategia che richiederà un investimento complessivo di circa 2 miliardi di euro, pari a circa 580.000 euro per stazione.
Colonnine per ricarica davvero rapide
Per capire l’impatto di queste colonnine di ricarica può essere utile un confronto con quelle di Tesla. I Supercharger V4 di Tesla, infatti, erogano fino a 500 kW. Parliamo di una cifra notevole rispetto alla maggior parte delle colonnine presenti sulle strade. Ma le colonnine BYD Flash Charging arrivano a 1.500 kW. Tre volte tanto quelle di Tesla. Al momento le colonnine dell’azienda di Elon Musk hanno un vantaggio significativo. In Europa ci sono già circa 20.000 Supercharger, mentre quelle di BYD sono ancora molto poche a confronto.
Le colonnine Flash Charging lavorano in sinergia con la Blade Battery 2.0, la seconda generazione delle batterie LFP di BYD. Per i veicoli compatibili, il principio è “Ready in 5, Full in 9, Cold Add 3”. Tradotto: dal 10% al 70% in cinque minuti, dal 10% al 97% in nove, e in condizioni di freddo estremo (-30°C) dal 20% al 97% in dodici minuti. Il primo modello europeo compatibile con questa tecnologia è la Denza Z9 GT, la shooting brake ad alte prestazioni del brand premium di BYD, che ha debuttato a Parigi ad aprile.
Per limitare l'impatto sulla rete elettrica, le stazioni integrano sistemi di accumulo a batteria che si ricaricano durante le ore notturne e cedono energia ai veicoli durante i picchi di utilizzo. In sostanza è lo stesso approccio adottato da Tesla nei siti con maggiore affluenza.
Se a oggi la rete Flash Charging di BYD è ancora esigua nei numeri, bisogna considerare la crescita del marchio in Europa. La quota di mercato di BYD nel Vecchio Continente è salita all'1,9% nei primi quattro mesi del 2026, dall'0,8% dello stesso periodo del 2025. Nel Regno Unito ha già superato il 3,4%, collocandosi davanti a Renault e Volvo. Una rete di ricarica proprietaria ultrarapida non si costruisce dall’oggi al domani. Anche per Tesla è stato lo stesso. Ed è interessante vedere l’evoluzione del settore e come la questione dei tempi di ricarica, da sempre oggetto di critiche da parte degli scettici dell’elettrico, sia una realtà nella quale la tecnologia sta facendo enormi passi in avanti.
FONTE: Electrek
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



