Ai cinesi lo humour non manca, neanche l'umorismo di una sottospecie ancora più affilata, cioè il sarcasmo. Non manca, almeno, ai cinesi di BYD, probabilmente il marchio più tagliente del panorama social.
BYD, quando comunica, spesso lo fa sottoforma di risposta pungente ai suoi competitor (ma anche alle istituzioni). È strategia, è marketing aggressivo. Ma sempre nei limiti del galateo.
In particolare, a BYD piace prendere di mira il Gruppo Stellantis, e dopo la campagna Purefication, malcelato riferimento ai motori PureTech e alle (ehm) ''sorpresine'' a orologeria della famigerata cinghia a bagno d'olio, ora il bersaglio sono le due piccoline di famiglia.
Pochi giorni fa Olivier Francois, CEO di Fiat, sosteneva l'opportunità, per abbassare il prezzo di listino di Pandina e 500 Hybrid, di ridurre la velocità massima a 120 km/h, evitando così l'installazione di alcuni sistemi di assistenza alla guida (ADAS), cioè accessori che concorrono a determinare il prezzo finale.
Bene, questa è la risposta BYD.
''Sulla sicurezza, noi non rallentiamo mai''. Brillante l'idea di cogliere l'assist per sottolineare il proprio impegno nel cercare un equilibrio tra performance, qualità, prezzo e sicurezza. Un valore sul quale il gigante asiatico afferma di non essere disposto a compromessi.
Uno a uno, palla al centro. Qualcosa ci dice che da qualche parte (e in Fiat, quanto a slogan geniali, non sono mai stati secondi a nessuno) si sta lavorando alla controrisposta...



