Auto elettriche

BYD pensa a una nuova elettrica compatta per l’Europa basata sulla Racco


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1 ora fa - Una strategia che guarda anche all'Australia.

BYD valuta un nuovo modello elettrico compatto per l’Europa basato sulla tecnologia batteria del kei car Racco, secondo Nikkei.
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La BYD Racco potrebbe avere un futuro europeo. Non come modello in sé (al momento non ci sono indicazioni in tal senso) ma come base per una nuova elettrica compatta. BYD, infatti, potrebbe trasformare la tecnologia sviluppata per la Racco in una nuova piccola elettrica destinata anche all’Europa. Il costruttore cinese starebbe infatti valutando un modello compatto per i mercati internazionali, costruito attorno al sistema X-Pack della kei car lanciata in Giappone. L’obiettivo sarebbe sfruttare su scala più ampia una soluzione nata per ridurre gli ingombri e, allo stesso tempo, intercettare la nuova categoria europea pensata per le elettriche più compatte ed economiche.

Cos’è il sistema X-Pack

Il sistema X-Pack sviluppato da BYD integra alcuni componenti dell’elettronica di potenza, tra cui gli inverter, direttamente nel pacco batteria collocato sotto il pianale. Una soluzione che riduce gli ingombri e lascia maggiore libertà nella disposizione degli altri elementi della vettura. Un vantaggio particolarmente importante nel caso delle kei car, soggette in Giappone a un limite di lunghezza di 3,4 metri. L’X-Pack non è comunque una tecnologia esclusiva di BYD né è stata sviluppata specificamente per le kei car. La Racco, che la utilizza, offre una batteria fino a 36 kWh e un’autonomia dichiarata di 320 km, diventando la prima kei car a superare la soglia dei 300 km. La ricarica rapida arriva a 100 kW, con un passaggio dal 10 all’80% in circa 20 minuti.

Il possibile utilizzo in Europa

L’Europa rappresenterebbe la destinazione più immediata per una microelettrica basata su questo approccio, e il suo interesse nascerebbe direttamente da un’opportunità normativa. L’anno scorso l’Unione europea ha annunciato una nuova categoria per i veicoli elettrici compatti (nota come categoria “E-car” o M1E) che prevede incentivi per le elettriche sotto i 4,2 metri prodotte all’interno del Vecchio Continente.

La tecnologia X-Pack potrebbe quindi diventare la base per un modello sviluppato secondo i requisiti della nuova categoria europea, con la produzione direttamente in Europa per evitare i dazi sulle elettriche importate. Lo stabilimento ungherese di BYD, il cui avvio è previsto entro la fine dell’anno nonostante alcuni ritardi, sarebbe il candidato più probabile.

Esportare in Europa la Racco così com’è nella sua attuale configurazione giapponese appare invece improbabile. Il veicolo è stato progettato specificamente attorno alle dimensioni e ai requisiti di crash test giapponesi, mentre l’omologazione europea standard richiederebbe una riprogettazione sostanziale per soddisfare gli standard UE su collisione e impatto laterale. Il divario sarebbe abbastanza ampio da spingere BYD a sviluppare e lanciare un derivato europeo dedicato, invece che limitarsi a importare l’auto giapponese.

L’esperienza australiana

L’esperienza di BYD in altri mercati aiuta a spiegare questa scelta. Il costruttore ha già escluso l’esportazione della Racco in Australia, dove le kei car solitamente non superano gli standard di progettazione locali senza una profonda riprogettazione per ragioni di sicurezza (la protezione in caso di impatto laterale). La Honda Super-One, sviluppata dalla kei car N-One per il mercato australiano, è significativamente più lunga, larga e alta della controparte giapponese e ha un prezzo sensibilmente superiore. Un esempio evidente di quanto possa costare questo tipo di conversione.

Un derivato europeo potrebbe aprire un secondo mercato oltre l’Europa stessa. Siccome le normative europee e australiane derivano da principi tecnici molto simili, un modello sviluppato per soddisfare lo standard UE M1E potrebbe potenzialmente rispettare anche le regole australiane, offrendo a BYD un’unica architettura capace di raggiungere entrambi i mercati senza la necessità di sviluppare una terza variante dedicata esclusivamente all’Australia.

 

FONTE: Automotive World

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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