La crescita di un marchio si misura anche nella capacità di saper sfidare i diretti concorrenti (o quelli che si considerano come tali). Per BYD, che in Europa ha registrato una crescita del 145% nel primo semestre di quest’anno, l’obiettivo è quello di misurarsi anche con marchi del livello di Audi e BMW. Non solo in termini di potenza, autonomia e tecnologie, ma anche per quel che riguarda il design. Per questo ha scelto di aprire un centro design a Milano. Il gruppo cinese ha aperto nel capoluogo lombardo un nuovo centro stile dedicato soprattutto a Denza, il marchio premium con cui punta a conquistare una clientela europea abituata ai grandi nomi tedeschi.
A guidare il progetto c'è Wolfgang Egger, ex responsabile del design di Audi e Lamborghini e in precedenza designer di Alfa Romeo e Seat. Dopo sei anni ai vertici del design del gruppo Audi, Egger torna così a lavorare in Italia con l'obiettivo di trasferire a Denza una maggiore sensibilità verso gusti, materiali e tendenze del mercato europeo.
Il nuovo studio, secondo quanto dichiarato da Egger, sarà «il luogo dedicato alla ricerca sul design, per catturare gusti e tendenze europee e tradurli in idee di design per Denza e BYD». La struttura fa parte del rafforzamento della sede europea di BYD a Milano e punta a portare tutti i modelli del gruppo cinese più vicino alle aspettative della clientela del Vecchio Continente.
La sfida ai marchi premium tedeschi
La posta in gioco riguarda soprattutto Denza, primo marchio cinese premium ad alto volume a sbarcare in Europa, dove ha già aperto il suo primo showroom italiano a Bologna. Il brand ha esordito con la Z9 GT, rivale della Porsche Panamera, a cui si è affiancata di recente la Z, spider elettrica da 1.000 CV che Egger stesso indica come concorrente della Porsche 911 Turbo.
Convincere gli automobilisti europei ad abbandonare marchi come Mercedes-Benz, Porsche, BMW e Audi non sarà semplice, ammette lo stesso Egger. Ma secondo il designer, progettare le Denza direttamente nel mercato che si vuole conquistare sarà decisivo per la competitività del marchio. «Possiamo competere con i marchi tradizionali attraverso innovazione e nuovi design», ha dichiarato, citando come esempio la funzione “tank turn” (che permette all’auto di ruotare sul proprio asse) della Z9 GT e le sospensioni magnetoreologiche della U9.
Perché Milano
La scelta della città non è casuale, ma nemmeno inedita. Secondo Egger, Milano permette al suo team di «creare contatti con le più importanti case di moda» per uno scambio di idee su tendenze e materiali. Non a caso il debutto europeo di Denza è avvenuto proprio durante la Milano Design Week, in un contesto che ha visto sfilare anche Prada, Gucci e Fendi. BYD però non è la prima casa cinese a puntare sul capoluogo lombardo per il proprio design europeo. Geely aveva aperto un centro analogo nel quartiere di Porta Nuova già nel 2023, con lo stesso obiettivo dichiarato di intercettare creatività e tendenze del Vecchio Continente. La mossa di Egger, insomma, conferma Milano come meta privilegiata dei costruttori cinesi in cerca di credibilità stilistica, più che aprire una strada nuova.
L'Italia, spiega ancora il designer, è un fornitore di riferimento per i materiali premium e di lusso, a partire dalla pelle, ma anche per soluzioni innovative e riciclate. Un esempio già visibile è rappresentato dai pannelli delle portiere della Z9 in bamboo, e il nuovo studio milanese lavorerà per esplorare ulteriormente questa direzione. La sede ospiterà inoltre una sorta di boutique personalizzabile in stile atelier, dove i clienti potranno «vedere e toccare questi materiali», un'esperienza avvicinabile a quella offerta da Aston Martin o Bentley.
FONTE: Autocar
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




