Da più di 45 anni BMW costruisce auto protette e dopo l’annuncio dei test sui suoi veicoli blindati, BMW ha presentato la Concept 7 Protection, come un possibile ampliamento della gamma Protection a profili di utenti diversi.
Di cosa si tratta? Di una Serie 7 blindata pensata per chi ha bisogno di protezione ma non vuole dare nell’occhio. La Concept 7 Protection rinuncia alla corazza più pesante (quella della versione VR9) e punta su un livello di difesa più contenuto in cambio di un’auto più vicina a una Serie 7 normale. Si rivolge a clienti privati, aziende e organizzazioni con un profilo di rischio da coprire, senza dover rinunciare a comfort e piacere di guida.
Una blindata ma non troppo

BMW parte dalla constatazione che negli ultimi anni è aumentata la domanda di auto blindate, anche per la crescente percezione dei rischi. Da qui l’importanza di offrire soluzioni con livelli di protezione certificati e verificabili. La proposta di BMW è un’offerta caratterizzata da livelli di protezione ben definiti, collaudi secondo standard precisi e certificazione dell’intero veicolo. In gamma ci sono già la Serie 7 Protection VR9, con VPAM 10 a richiesta, la X5 Protection VR6 e alcuni modelli costruiti localmente con livelli più bassi. Il concept si infila in questa scala come studio per un profilo d’impiego diverso, con meno corazza e più attenzione all’uso di tutti i giorni.

La Concept 7 Protection, dice BMW, rispetta il nuovo standard BayB ed è progettata per resistere a munizioni da pistola molto diffuse, come la 9×19 mm e la .44 Magnum. Gli scenari sono quelli di aggressioni violente, attacchi lungo il tragitto e situazioni pericolose in viaggio o in zone con una sicurezza incerta. Contro le esplosioni non è pensata: per quelle serve un livello superiore, come quello della VR9.
Per arrivarci, BMW ha lavorato sia sulle parti trasparenti dell’abitacolo sia su alcune zone opache. I vetri sono molto più spessi di quelli della Serie 7 di serie. Nelle porte ci sono elementi in vari tipi di acciaio balistico e in compositi fibrorinforzati, che coprono anche i punti più delicati, cioè le sovrapposizioni tra porte, vetri e carrozzeria. I finestrini triangolari posteriori hanno una corazza in più, nascosta sul lato interno. Sul tetto, sotto il panoramico in vetro, c’è uno strato di acciaio e compositi che chiude la parte alta dell’abitacolo. Da fuori l’auto resta identica a quella di serie, ma la tendina del tettuccio deve restare sempre chiusa. Fanno parte della protezione anche la paratia e la parete posteriore.
A bordo c’è un interfono con microfoni e altoparlanti, interni ed esterni, per parlare con chi sta fuori senza aprire porte e finestrini. Completa il quadro un allarme d’attacco con segnalazioni luminose e acustiche. I finestrini anteriori e posteriori si azionano elettricamente, ma non si abbassano mai del tutto.
Meccanica da M760e

La base è la M760e xDrive, ibrida plug-in. Il sei cilindri in linea 3.0 a benzina da 313 kW/426 CV lavora insieme a un motore elettrico da 145 kW/197 CV, integrato nel cambio automatico Steptronic a otto rapporti. La potenza di sistema è di 450 kW/612 CV, la coppia di 800 Nm, la trazione integrale xDrive. Telaio, freni, trazione e assistenti alla guida sono tarati per il peso extra della blindatura, così da mantenere una guida simile a quella dell’auto di serie.
Gli interni sono in pelle Merino Smoke White BMW Individual, con inserti e padiglione in Alcantara M Anthracite. I vetri con protezione solare e le tendine elettriche tutelano la privacy di chi viaggia, mentre lo specchietto interno digitale migliora la visibilità posteriore. Dietro debutta la console BMW Individual, con vano frigo e tavolino ripiegabile dotato di piastra di ricarica wireless, utile per lavorare in viaggio. Sulle Serie 7 arriverà nella seconda metà del 2027.
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.




