Mettersi nei panni di un mito dell'automobilismo. Si intende: letteralmente.
Nel gran bazar del collezionismo ferrarista, quello dove un bullone della 250 GTO vale più di un trilocale a Modena, ogni tanto spunta qualcosa che fa sobbalzare anche i più navigati. Stavolta non parliamo di un V12 Colombo o di un prototipo mai visto, ma di qualcosa di molto più intimo: il completo sartoriale di Enzo Ferrari in persona.
Sì, proprio quello che Il Commendatore indossava mentre decideva il destino di piloti, ingegneri e, occasionalmente, dell’intera Formula 1.

Lo mette all’incanto RM Sotheby’s alla prossima Cavallino Palm Beach Auction (Boca Raton, Florida -13-14 febbraio), insieme a un assortimento di lamiera rossa da far tremare i polsi.
Ma il pezzo più personale è senza dubbio questo abito del 1979, cucito da Gabriele Bertazzoni, il sarto che negli anni ha definito l’estetica del Drake: severa, impeccabile, con quel tocco di eleganza emiliana che non si insegna, si eredita.
La documentazione allegata è un viaggio nella “build sheet” del guardaroba ferrarista: campioni di tessuti, note di lavorazione, preferenze cromatiche.
E qui arriva la conferma che nessuno aveva chiesto, ma tutti si aspettavano: Enzo non badava a spese. Zegna, Scabal, lane finissime, colori scelti con la stessa cura con cui selezionava i suoi piloti. L’uomo aveva gusto, inutile girarci intorno.
Il completo in questione è blu: una rarità, visto che negli ultimi anni Enzo prediligeva il grigio e il nero.
Nel pacchetto, anche un paio di scarpe Marelli fatte su misura, consumate quanto basta per raccontare una vita passata tra uffici, officine e box.

Naturalmente, tutto è accompagnato da una lettera di autenticità firmata, così da evitare spiacevoli “eh ma forse era di un cugino del Drake” al momento dell’aggiudicazione.
Prezzo del kit statoriale? Beh, preparati: Sotheby's lo stima tra i 100.000 e i 200.000 dollari. Che con la stessa cifra (o quasi) ti porti a casa una Ferrari usata di tutto rispetto.
La quinta parte di una milionata, per un completo che non puoi nemmeno indossare senza rischiare di far piangere un conservatore museale.





