Scegliere l’abbigliamento tecnico giusto per andare in moto non è solo una questione di stile: è una decisione che può fare la differenza in caso di caduta. Eppure, l’etichetta cucita all’interno del capo contiene tutte le informazioni necessarie per valutare il livello di protezione reale — e la maggior parte dei motociclisti non la legge mai oltre la taglia.
In questa guida, con l’aiuto degli esperti di Held — azienda tedesca con oltre 80 anni di storia nella produzione di abbigliamento tecnico per moto — scopriremo come interpretare ogni simbolo, numero e lettera presente sulle etichette certificate, dalla giacca alle scarpe, passando per guanti e protezioni interne.
Il Pittogramma della motocicletta: il primo segno da cercare
Quando si acquista un capo di abbigliamento tecnico, la prima cosa da verificare sull’etichetta è la presenza del pittogramma della motocicletta. Questo simbolo certifica che il prodotto è stato approvato per l’uso motociclistico e ha superato i test previsti dalla normativa europea EN 17092.
Senza questo simbolo, non si tratta di abbigliamento tecnico omologato: può essere un capo dall’aspetto sportivo, ma non offre garanzie di protezione certificate.
L’etichetta di un capo omologato deve riportare obbligatoriamente:
Nome e indirizzo del produttore
Numero dell’articolo
Il numero della normativa di riferimento (EN 17092)
Il pittogramma della moto
La classe di protezione del capo
Le classi di protezione per giacche e pantaloni

Per giacche e pantaloni, la normativa EN 17092 prevede una scala di livelli indicati da lettere, con livelli crescenti in ordine alfabetico. Questi vengono assegnati da enti certificatori esterni e solo dopo aver affrontato rigidi test di valutazione:
Classe A — Il punto di partenza
Il livello A è il più accessibile e si ritrova tipicamente su capi estivi leggeri, spesso realizzati in leggero tessuto mesh, o capi d'abbigliamento tecnico destinati all'uso urbano. Richiede meno materiale e spessori ridotti, risultando più confortevole nella guida quotidiana — ad esempio per chi usa lo scooter in città.
I capi di classe A, va detto, sono comunque omologati e superano test specifici. Sono semplicemente concepiti per un utilizzo meno gravoso rispetto ai capi sportivi.
Classe AA — Il compromesso ideale
I capi omologati AA sono caratterizzati spesso da materiali più robusti e cuciture più resistenti. Si trovano giacche AA in Cordura, tessuti rip-stop e persino in mesh tecnico ad alta resistenza all’abrasione - come nel caso della giacca Held Pro X Air — contrariamente all’idea comune, un capo in mesh può essere più leggero e allo stesso tempo più protettivo di una giacca rigida di classe inferiore. Attenzione dunque a non affidarsi esclusivamente al tatto: con le tecnologie attuali, è impossibile determinare il livello di protezione di un materiale semplicemente toccandolo. L’etichetta è l’unico riferimento affidabile.
Classe AAA — Il massimo livello
La tripla A rappresenta il livello più elevato di protezione. Si ritrova sulle tute intere da pista, sulle giacche in pelle per uso sportivo e su tutti i capi destinati alla guida ad alta velocità. Questa tipologia di capi d'abbigliamento è consigliata per avere un livello di sicurezza massimo in caso di caduta, ma propro per le sue caratteristiche tecniche non è il massimo in termini di comfort e vestibilità. Tenete in cosiderazione questo aspetto al momento dell'acquisto.
Una formula piuttosto empirica, come ci ha raccontato Alex Vailly - Sales Manager di Held Italia - è quella che dice che ''classe A vale fino a 30 km/h, AA fino a 50, AAA fino a 70''. In realtà i test non funzionano esattamente così, anche le velocità non sono propriamente esatte, ma questa semplificazione dà un'idea della progressione di protezione tra i livelli.
Questi livelli valgono anche per i pantaloni, che siano essi di stampo più turistico o casual, come jeans e legging, tanto di moda tra motocicliste e ''zavorrine''.
Protezioni obbligatorie nelle giacche
Indipendentemente dalla classe, la normativa EN 17092 stabilisce che nelle giacche è obbligatorio inserireprotezioni per gomiti e spalle, nei pantaloni sulle ginocchia. Il paraschiena non è obbligatorio, ma la predisposizione per il paraschiena lo è — il vano deve quindi essere sempre presente. Alcune giacche montano ancora una schiuma morbida al posto del paraschiena. Questa soluzione è vietata dalla normativa attuale e non offre protezione reale. Verificate sempre la presenza di un vero dispositivo di protezione della schiena certificato.
I livelli delle protezioni interne: livello 1 e livello 2

Così come i tessuti che costituiscono il capo d'abbigliamento tecnico, anche le protezioni devono superare dei test per ottenere l'omologazione. I protettori per gomiti, spalle e schiena hanno una classificazione, a differenza dei capi d'abbigliamento, caratterizzata solamente da due livelli:
Livello 1: assorbe una forza residua fino a 18 kN (test con cono da 5 kg caduto da 1 metro di altezza)
Livello 2: assorbe una forza residua inferiore a 9 kN — oltre il doppio dell’efficacia del livello 1
Il test misura quanta energia d’impatto viene trasmessa al corpo dopo che la protezione ha assorbito il colpo.
In passato l'abbigliamento tecnico da moto veniva scartato - d'estate con il caldo o nel quotidiano - a causa dell'ingombro e della scomodità dei protettori, oggi la musica è cambiata grazie a materiali come il D3O, ad esempio, che sono spessi pochi millimetri e diventano più morbidi con il calore corporeo pur mantenendo intatte le proprietà di assorbimento degli impatti. Insomma, non ci sono più scuse per non indossare le protezioni.
Cercate sempre il simbolo stampato sulla protezione: “1” o “2” indicano chiaramente il livello.
La certificazione dei guanti: livello 1, KP e livello 2

Sapete qual è la parte del corpo che statisticamente va in contatto con l'asfalto in caso di caduta? Esatto, le mani, che devono essere protette a dovere (sono ancora troppi gli scooteristi che in città circolano senza le necessarie protezioni). La normativa prevede dei livelli per certificare il fattore protettivo anche per i guanti, seppur non sia specifica come nel caso di giacche e pantaloni.
Livello 1
Il livello base, comune alla maggior parte dei guanti in commercio. Include guanti estivi leggeri in pelle traforata fino a modelli più strutturati.
Livello 1 + KP (Knuckle Protection)
Accanto al numero “1” sull’etichetta, la sigla KP indica la presenza di una para nocche certificato. È un dettaglio importante che vale la pena cercare, che siate moticiclisti urbani o ''smanettoni'' da passo di montagna.
Livello 2
Il livello più alto per i guanti è raro e costoso da ottenere. Richiede costruzioni sofisticate, protezioni estese che rendono spesso il guanto poco confortevole e meno adatto all'utilizzo nel quotidiano. In Held, che di guanti se ne intendono essendo partiti proprio da li, utilizzano materiali pregiati come pelle di razza (o materiali tecnici equivalenti come il Super Fabric), protezioni strutturate, rinforzi interni. Un guanto di livello 2 può costare anche 500 euro, come nel caso del Titan XR2. Altra curiosità: lo sapevate che nella sua breve carriera motociclistica il campione Michael Schumacher utilizzava guanti Held?
Cosa cercare in un buon guanto
Protezione dello scafoide (parte bassa del palmo)
Protezione delle nocche (KP)
Uno slider sul palmo per dissipare l’energia in caso di caduta senza impuntarsi sull’asfalto
Pelle naturale o Super Fabric (i similpelle tendono a sfaldarsi rapidamente per abrasione)
Importantissimo nella scelta di un guanto è puntare sulla corretta taglia. I proverbi spesso hanno ragione, ''calza come un guanto'' è spesso utilizzato per indicare una vestibilità aderente: il guanto deve calzare come una seconda pelle. La protezione funziona solo se il materiale aderisce alla mano durante la caduta.
Le scarpe: contano i numeri...
Un po' più complesso è decifrare l'etichetta nel caso delle calzature tecniche da moto. Qui non sono previsti livelli minimi da raggiungere, bensì caratteristiche da soddisfare. Ovviamente sono obbligatorie le protezioni su caviglia, malleolo e punta del piede. Le scarpe e gli stivali da moto vengono comunque testati nei seguenti ambiti:
Resistenza all’abrasione
Resistenza alla torsione
Resistenza agli idrocarburi
Impermeabilità (se prevista da membrana)
Le scarpe certificate proteggono i punti critici del piede in caso di caduta in maniera nettamente superiore rispetto ad una scarpa normale che, in caso anche di una banalissima scivolata, verrebbe lacerata dall'asfalto, senza riparare dei punti fragili ed esposti delle articolazione.
Come Vengono Testati i Capi Prima della Certificazione
Come detto in apertura, le certificazioni ufficiali avviengono in laboratori indipendenti accreditati, ma i produttori seri come Held effettuano test interni su materie prime e semilavorati. Poter vedere in prima persona i test di controllo qualità che vengono efffettuati dal reparto R&D del brand tedesco è stato formativo e interessante, oltre che un chiaro indicatore di come la qualità e la sicurezza vengano prese come questioni primarie. Di seguito i test più significativi:
Test di trazione su bottoni: per verificare la tenuta in caso di urto
Test Martindale: per misurare la resistenza all’abrasione dei tessuti con superficie abrasiva rotante
Test di resistenza del colore: ad asciutto e in presenza di sudore
Test delle cerniere: sotto stress laterale e longitudinale, simulando le forze reali durante la guida
Test di rottura dei materiali: per misurare il punto di cedimento di diversi tessuti (jeans, Cordura, Armalite, pelle)
Test del cono: misura la forza necessaria per sfilare il guanto o la giacca: 25 N per livello 1, 50 N per livello 2
Test di lavaggio accelerato: l’omologazione viene assegnata dopo 5 cicli di lavaggio simulati con biglie metalliche, non sul capo nuovo
Il video della visita a Held
Qui sotto trovate il video della visita allo stabilimento di Held, guidati da Alex potrete scoprire tutti i segreti di un buon capo d'abbigliamento, sicuro e ben vestibile, e scoprire come Held cura in maniera meticolosa i suoi prodotti.
Riepilogo: Come Scegliere il Capo Giusto
| Tipo di utilizzo | Classe consigliata |
| Scooter urbano, brevi tragitti estivi | A |
| Misto strada / extraurbano | AA |
| Sport, touring veloce, pista | AAA |
| Protezione interna | Cosa cercare |
| Paraschiena | Livello 2 obbligatorio; predisposizione sempre presente |
| Gomiti e spalle | Livello 2 (minimo livello 1 obbligatorio) |
| Guanti | Livello 1 KP come minimo, slider consigliato |
Conclusione
L’etichetta di un capo tecnico da moto non è un’appendice burocratica: è il risultato di una serie di test rigorosi che certificano quanto quel prodotto sia in grado di proteggervi. Impiegare trenta secondi a leggerla prima dell’acquisto è un piccolo gesto scrupoloso che vi terrà al sicuro al momento del bisogno. La prossima volta che entrerete in un negozio di abbigliamento moto, cercate l'etichetta, leggete le lettere, controllate i numeri sulle protezioni. Non fermatevi al tatto, non fermatevi all’estetica e al prezzo che è si importante, ma non è l'unico aspetto da tenere in cosiderazione. La vostra pelle ve ne sarà grata... in tutti i sensi.
FAQ — Domande Frequenti
Cosa significa la motoretta sull’etichetta dell’abbigliamento moto?
Il pittogramma della motoretta indica che il capo è stato certificato secondo la normativa europea EN 17092 per l’uso motociclistico. È il primo simbolo da cercare per verificare che l’abbigliamento offra protezione omologata.
Qual è la differenza tra classe A, AA e AAA per le giacche moto?
La classe A è il livello base, adatta all’uso urbano e ai capi estivi leggeri. La classe AA offre protezione intermedia con materiali più robusti. La classe AAA è il livello massimo, usato per giacche in pelle e tute da pista.
Il paraschiena è obbligatorio nelle giacche moto certificate?
No, il paraschiena non è obbligatorio, ma la predisposizione (il vano) lo è. La normativa vieta invece l’uso di schiume morbide non certificate al posto di un vero paraschiena omologato.
Come si riconosce una protezione moto di livello 2?
Il livello è stampato direttamente sulla protezione. Un livello 2 riduce la forza trasmessa al corpo a meno di 9 kN, contro i 18 kN del livello 1. Non è possibile determinare il livello al tatto.
Cosa significa KP sui guanti moto?
KP (Knuckle Protection) indica la presenza di una protezione certificata per le nocche. Compare accanto al numero del livello sull’etichetta del guanto.
I capi moto vengono testati dopo il lavaggio?
Sì. La certificazione EN 17092 viene assegnata dopo 5 cicli di lavaggio accelerato, non sul capo nuovo. Questo garantisce che le proprietà protettive si mantengano nel tempo.









