Il rapporto tra Fabio Quartararo e Yamaha sembra essere arrivato a un punto di tensione mai raggiunto prima. Il campione del mondo 2021, che lascerà la Casa giapponese al termine della stagione per passare alla Honda, ha dichiarato ad Aragona di non voler più contribuire allo sviluppo della moto in vista del 2027. Una presa di posizione che ha provocato una risposta altrettanto netta da parte dei vertici Yamaha.

Alla base dello scontro c'è soprattutto la decisione della casa giapponese di non permettere a Quartararo di provare le gomme Pirelli sulla M1 nel test in programma in Austria. Il francese ritiene infatti di essere stato coinvolto nello sviluppo della nuova moto e non considera corretto continuare a lavorare su un progetto destinato soprattutto ai piloti che saranno in Yamaha dal prossimo anno. Nel frattempo, il nuovo motore V4 non ha ancora prodotto il salto di prestazioni sperato. Quartararo ha ottenuto come miglior risultato stagionale il quinto posto a Barcellona, dopo aver lottato più volte per il podio nel 2025 con la precedente configurazione della M1, e nel GP Aragona ha chiuso addirittura ultimo tra i piloti giunti al traguardo.
Quartararo: “Non voglio sviluppare la moto per i piloti del 2027”
Il punto di rottura è emerso chiaramente nel weekend di Aragona, quando Quartararo ha spiegato ai media francesi le ragioni della sua decisione: ''Per essere chiari, ecco come stanno le cose. Non so se dovrei dirlo, ma lo dirò comunque: volevo fare i test in Austria. Purtroppo, però, Yamaha non vuole che io provi le gomme Pirelli. Volevo fare qualcosa, ma non me lo permettono''. Da qui la scelta di non impegnarsi più allo stesso modo nel lavoro di sviluppo: ''Personalmente, non voglio sviluppare la moto per i piloti del 2027. Se possiamo migliorare qualcosa per quest'anno, lo farò. Ma non ho intenzione di spingermi al limite e comportarmi da collaudatore come ho fatto questo fine settimana''.
Una posizione che fotografa bene la situazione attuale. Nelle sue intenzioni, Quartararo continuerà quindi a lavorare per migliorare la M1 del 2026, ma non intende più mettere lo stesso impegno nello sviluppo del progetto che sarà utilizzato dalla Yamaha dopo la sua partenza.
La risposta della Yamaha: “Gli manca un po' di obiettività”
Le parole del francese non sono rimaste senza risposta. In un'intervista a L'Equipe, due figure di primo piano della Yamaha MotoGP hanno replicato alle accuse di Quartararo. Paolo Pavesio ha contestato soprattutto la valutazione del pilota sul lavoro svolto dalla Casa: ''Fabio si lamenta regolarmente del fatto che non sviluppiamo la moto e, quando gli chiediamo di provare nuove parti, ci critica dicendo che perde la sua strada. Gli manca un po' di obiettività. Naturalmente non siamo al livello che vorremmo, ma, come i nostri rivali, stiamo cercando di andare avanti''.

Ancora più diretto è stato Massimo Meregalli, che ha invitato Quartararo a seguire l'esempio di Jack Miller, destinato a lasciare Yamaha al termine della stagione: ''Fabio dovrebbe seguire l'esempio di Jack: dà sempre tutto e fa in modo che, anche quando le cose diventano difficili, tutti mantengano il buonumore'', ha dichiarato Meregalli.
Perché Yamaha non farà provare Quartararo in Austria
Meregalli ha anche chiarito la posizione della Casa giapponese sul prossimo test: ''Utilizzeremo Razgatlioglu e molto probabilmente Izan Guevara per il test in Austria perché saranno con noi l'anno prossimo'', ha spiegato Meregalli. La Yamaha sostiene inoltre di non aver adottato una strategia diversa rispetto agli altri costruttori nei confronti dei piloti che cambieranno squadra alla fine del 2026: ''Tutti i costruttori hanno preso questa decisione. Martin e Ogura non proveranno l'Aprilia, Bagnaia non proverà la Ducati, Acosta non proverà la KTM e noi non permetteremo a Miller di provare la nostra 850cc''.
Il quadro, però, non è completamente uniforme. KTM ha infatti scelto di far provare a Pedro Acosta la nuova moto nel primo test stagionale dedicato alle Pirelli e alle 850cc, nonostante il suo passaggio in Ducati nel 2027. Il responsabile KTM Pit Beirer ha spiegato che la scelta è legata al valore dei dati forniti dal loro miglior pilota, anche considerando che Acosta potrebbe portare con sé informazioni utili alla Ducati. Anche Honda ha permesso a Joan Mir e Luca Marini di provare le nuove gomme.
Un rapporto ormai difficile da ricucire
La situazione tra Quartararo e Yamaha appare quindi particolarmente delicata. Il francese ha già deciso il proprio futuro e non ha più interesse diretto nello sviluppo della moto 2027, mentre la Casa giapponese deve necessariamente concentrare il lavoro sui piloti che resteranno nel progetto.
Il problema è che le due parti sembrano avere una lettura molto diversa del percorso compiuto negli ultimi mesi. Quartararo ritiene di aver dato un contributo importante allo sviluppo della nuova M1 senza vedere progressi sufficienti; Yamaha, pur riconoscendo di non essere ancora al livello desiderato, considera invece indispensabile continuare a raccogliere dati e feedback dai propri piloti. Per ora, dunque, Quartararo e Yamaha continueranno a condividere lo stesso box e lo stesso obiettivo di migliorare i risultati del 2026. Ma sul progetto che guarda al futuro, la separazione è ormai nei fatti.
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Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



