Il ritorno della MotoGP in Brasile dopo oltre vent’anni non cambia le prospettive per la Yamaha. Alla vigilia del weekend di Goiânia, Fabio Quartararo ha descritto una situazione ancora complicata per la casa di Iwata, alle prese con una M1 profondamente rinnovata ma ancora lontana dai riferimenti. Dopo un inizio di stagione difficile in Thailandia, con appena tre punti totali raccolti grazie ai ritiri altrui, e un test privato a Jerez che non ha portato svolte evidenti, il francese non nasconde le difficoltà nel trovare una direzione chiara di sviluppo.
Quartararo: “Non abbiamo punti forti”
Il quadro tracciato dal campione del mondo 2021 è netto, quasi disarmante nella sua sincerità. Tutti i piloti Yamaha condividono le stesse sensazioni, senza particolari differenze tra le varie configurazioni provate. Quartararo ha spiegato: “Il feedback di tutti i piloti Yamaha è lo stesso. Non c’è un solo punto in cui ci sentiamo forti. Stiamo cercando di capire, gli ingegneri stanno cercando di capire dove possiamo almeno fare delle modifiche per sentirci meglio, ma in generale la sensazione è la stessa per tutti”.
Parole che fotografano una situazione tecnica ancora confusa, in cui manca una base solida su cui costruire il recupero. Nemmeno l’incognita rappresentata dal nuovo circuito brasiliano sembra offrire spiragli. Anzi, Quartararo esclude che una pista su cui non si è mai corso prima possa aiutare Yamaha a ridurre il gap: “No. È una risposta breve perché è la realtà. Qualsiasi pista sarà difficile per noi. Yamaha ha fatto dei test a Jerez, ma non è stato davvero provato nulla di nuovo, quindi non penso che andrà meglio solo per avere un po’ più di conoscenza rispetto alla Thailandia”.
Problemi su motore e anteriore
Il passaggio al motore V4, una delle rivoluzioni tecniche più importanti degli ultimi anni per Yamaha, non ha ancora prodotto i benefici sperati. Anzi, secondo Quartararo ha inciso negativamente anche su uno dei punti di forza del passato: la prestazione sul giro secco. Le criticità principali restano due: la potenza del motore e il feeling con l’anteriore.

Quartararo ha ammesso: “Onestamente, ci sono tante cose che stiamo cercando… la capacità di chiudere le curve, avere più feeling sull’anteriore. Era questo che mi permetteva di fare la differenza in qualifica, spingendo davvero al limite, ma in questo momento non abbiamo idea di dove sia il limite dell’anteriore”. E sul motore ha aggiunto: “Per quanto riguarda il motore, sappiamo che al momento non possiamo fare nulla”.
Appassionato di corse fin da quando organizzava il GP di Vigliano Biellese sulla moquette di casa, si laurea in Scienze della Comunicazione con l'idea di diventare giornalista sportivo. Dopo un inizio nelle radio locali seguendo basket e calcio, nel 2012 entra a far parte di FormulaPassion dove, tra un'intervista e una trasferta a un gran premio, crea “T&F – I Top & Flop della Formula 1”, un modo ironico di commentare le gare. Le cronache riportano la sua partecipazione a Reazione a Catena nel 2010: nel celebre programma di Rai 1 la sua squadra vince sei puntate e una buona somma di denaro, ma lui resta umile. A MotorBox arriva nell'autunno 2019.



