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La seconda giornata dei test MotoGP di Sepang si è aperta senza moto Yamaha in pista. La Casa di Iwata ha infatti deciso di sospendere tutta l’attività per approfondire il problema tecnico che martedì ha costretto Fabio Quartararo a fermarsi, sollevando interrogativi seri sulla sicurezza del nuovo motore V4.
La caduta di Quartararo e lo stop tecnico di martedì
Nella prima giornata di test, Quartararo era stato protagonista di una caduta alla curva 5, riportando la frattura del dito medio della mano destra. Nonostante l’infortunio, il francese era riuscito a tornare in pista nel pomeriggio, prima di doversi fermare nuovamente alla curva 2 a causa di un problema al motore, legato proprio alla nuova unità V4.
#SepangTest - Day 1, Overall Results 🌤️#MonsterYamaha | #YamahaMotoGP | #MotoGPpic.twitter.com/SSRDRapVxg
— Yamaha MotoGP (@YamahaMotoGP) February 3, 2026
Poche ore dopo, Quartararo ha lasciato Sepang per rientrare in Spagna, dove si è sottoposto a controlli medici a Barcellona in vista del prossimo test di Buriram. Nel frattempo, l’impossibilità di individuare subito una causa certa del guasto ha portato Yamaha a una scelta drastica, interrompendo l'attività in pista.
Meregalli: ''La sicurezza prima di tutto''
A spiegare la decisione è stato Massimo Meregalli, che ha chiarito come lo stop sia legato esclusivamente alla sicurezza. Il team manager di Monster Energy Yamaha ha dichiarato a Motorsport.com: ''Stiamo ancora cercando di capire cosa abbia causato il problema che ha colpito Fabio ieri pomeriggio. È una questione di sicurezza. Una volta compresa l’origine, torneremo in pista: dipenderà da quando riceveremo il via libera''.

Meregalli ha poi escluso qualsiasi collegamento tra il guasto e la caduta del pilota: ''Il problema non ha assolutamente nulla a che vedere con l’incidente di Fabio''. Il manager italiano ha ridimensionato anche l’impatto sul programma complessivo: ''Direi che abbiamo completato circa l’80% del lavoro previsto. In questi due giorni ci saremmo concentrati soprattutto sul set-up''.
Yamaha: cosa si attende prima del ritorno in pista
Un'analisi approfondita del problema è stata fornita da Max Bartolini, direttore tecnico Yamaha, che ha spiegato le ragioni dietro una decisione tanto rara quanto pesante: ''Dopo che Fabio si è fermato ieri, abbiamo controllato il problema ma non abbiamo trovato una soluzione chiara. Abbiamo un’idea, ma considerando la sicurezza dei nostri piloti e anche degli altri, abbiamo deciso di fermarci per capire davvero cosa stesse succedendo e come tornare in pista in sicurezza'', ha spiegato Bartolini.
Il tecnico italiano ha confermato il coinvolgimento diretto della fabbrica: ''Siamo in contatto con il Giappone e anche con l’Italia. Ora dobbiamo raccogliere tutte le informazioni e capire se possiamo essere sicuri di tornare in pista domani. Abbiamo un’idea di cosa sia successo, ma serve la conferma dalla fabbrica. Se conoscessimo la causa, potremmo capire se è sicuro continuare''.
Lo scotto di un progetto completamente nuovo
Bartolini ha poi spiegato perché uno stop del genere pesa particolarmente su Yamaha in questa fase. Il V4 è un motore completamente nuovo, privo di riferimenti storici: ''Essendo un motore nuovo, non abbiamo esperienza né storia. I piloti devono adattarsi e anche per noi tecnici i riferimenti sono totalmente diversi. Se non giriamo qui, partiamo praticamente da zero'', ha ammesso, definendo la perdita di tempo come parte del processo.

Dopo la giornata di ieri, Quartararo ha detto chiaramente che Yamaha è ancora molto lontana dai top team della MotoGP. Il direttore tecnico non ha nascosto il gap attuale rispetto ai rivali: ''Se ci confrontiamo con i nostri competitor siamo ancora deboli, ma è nel piano quando sviluppi una moto nuova - ha aggiunto Bartolini - Mi sorprenderebbe il contrario. In questo momento abbiamo meno performance in rettilineo e anche la capacità di curvare è inferiore rispetto alla moto precedente''.
Infine, Bartolini ha spiegato come i piloti abbiano accettato la decisione: ''Hanno reagito bene. Ho spiegato loro che possiamo sempre sistemare un problema sulla moto, ma non sappiamo come sistemare un pilota se succede qualcosa. Lo facciamo nell’interesse di tutti''.



