Autore:
Giulio Scrinzi

DISPERAZIONE PROFONDA Prima di scendere sulla pista di Silverstone Valentino Rossi era l'immagine della disperazione: in un'intervista rilasciata a motorsport.com, il Dottore di Tavullia aveva ammesso che “questo momento è molto difficile per Yamaha: stiamo facendo più fatica del previsto, e mentre Honda e Ducati sono migliorate, noi siamo rimasti fermi con i nostri soliti problemi”. Inoltre, Rossi aveva affermato di non vedersi in lotta per il Titolo Mondiale, perchè il divario dalla testa della classifica (ora di 33 punti) è troppo importante e i suoi avversari sono troppo agguerriti da poterli impensierire con il pacchetto a sua disposizione.

UN BARLUME DI SPERANZA Sembrava ormai tutto perduto, ma oggi... ecco un piccolo miracolo! A Silverstone il pesarese della Yamaha si è trovato subito a proprio agio, chiudendo il venerdì di libere con un convincente secondo posto a soli 241 millesimi dal miglior tempo dell'idolo di casa Cal Crutchlow. Che la Casa di Iwata abbia trovato la soluzione a tutti i problemi della sua M1? Rossi ha storto il naso di fronte a questa possibilità, commentando che comunque è rimasto soddisfatto dal comportamento della sua moto. “Oggi è stata una buona giornata: mi sono trovato subito bene tra i cordoli, anche se c'è ancora tanto lavoro da fare. Cos'è cambiato? Fondamentalmente nulla: l'unica differenza è stata la pista, dal momento che tutto ha funzionato per il meglio con un set-up molto simile a quello utilizzato in Austria. Sul Red Bull Ring ero in difficoltà, qua invece la mia M1 funziona alla grande. Vediamo di sfruttarla!”.

LAVORO DI FINO Un certo aiuto, però, sembra essere arrivato anche dal recente test di Misano, dove Rossi ha potuto provare a fondo i settaggi della sua Yamaha al fine di risolvere quelli che sono dei problemi congeniti nel progetto di Iwata. “A Misano siamo riusciti a migliorare qualcosa, lavorando sull'elettronica e sul traction control: ora abbiamo a disposizione un sistema che limita lo spinning, dal momento che il nostro problema più grande è quello di un degrado troppo repentino della gomma posteriore, che quando inizia a scivolare si scalda troppo e ci costringe a chiudere il gas. Speriamo che questo sia un primo passo per tornare competitivi: non ho cambiato idea rispetto al fatto che vedo molto difficile il mio recupero in ottica Mondiale. Una cosa è certa, però: lotterò finchè c'è ancora una piccola, piccolissima chance”.


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