Autore:
Simone Valtieri

LA LEGGE DEL RE Non ce n’è per nessuno. Anche a Le Mans, “pista Yamaha” e “pista Ducati”, la Honda numero 93 non ha avuto rivali e lo spagnolo è riuscito a ergersi sul gradino più alto del podio bissando il successo dello scorso anno e salendo a tre vittorie complessive sulla pista francese. Marc Marquez ha vinto ancora una volta a suo modo, di autorità, mettendo in fila le tre Ducati di Dovizioso, Petrucci e Miller che sono sembrate impotenti di fronte alla forza del campione di Cervera. Quinto il mai domo Valentino Rossi, mentre un passo indietro in questo GP l’ha compiuto Alex Rins. Bene ancora i due yamahisti juniores, Morbidelli e Quartararo, mentre risulta nuovamente disperso Jorge Lorenzo, sostituito ieri per l’ennesima volta dalla sua controfigura.

MARC MARQUEZ Non si sa più cosa scrivere per descrivere questo fenomeno. Non ha neanche bisogno di battagliare per far vedere che è il più forte, gli basta schizzare come un lampo al via, domare il generoso Jack Miller – l’unico che prova a stargli dietro al prezzo però delle sue due gomme – e scappare via a ritmi insostenibili per chiunque. Il marziano vince la terza gara su cinque da inizio stagione, con un secondo posto all’attivo in Qatar e la caduta di Austin quando era in testa. Se questo campionato non ha già preso una direzione certa è solo a causa di quel contrattempo americano. VOTO 10

ANDREA DOVIZIOSO Andrea c’è sempre, anche quando la Ducati non c’è, figuriamoci quando lo assiste. Quello di ieri però è stato un Dovi molto calcolatore, non ha provato a seguire Marquez per salvare le gomme, ma alla fine la posteriore l’ha lasciato lo stesso, troppo presto per gettare anima e cuore oltre l’ostacolo, e allora è stato bravissimo a rintuzzare gli attacchi del suo compagno di marca (finalmente a podio e finalmente ai livelli ai quali lo si attende con la Ducati, ma ne parleremo tra un attimo). Ora sono 8 i punti di divario dalla vetta per Andrea Dovizioso, l'unico in grado di tenere aperto il mondiale almeno fino a quest’estate. VOTO 8

DANILO PETRUCCI Danilo c’è! Ed era ora. Non poteva non essere altrimenti, sulla stessa pista che l’ha visto lo scorso anno terminare brillante secondo con la Ducati clienti del team Pramac, quest’anno il passaggio in terza posizione con la moto ufficiale non è una bocciatura, anzi. Il ternano ha attaccato nel finale Dovizioso per la seconda piazza senza una grandissima convinzione, anche perché un conto è lottare contro i rivali, un conto rischiare di stendere il compagno di squadra in lotta per il titolo. Veloce e intelligente, lo scudiero ideale per il Dovi, e al primo anno in un team ufficiale nessuno gli chiede più di quello che ha mostrato ieri. VOTO 8

JACK MILLER Bellissima gara per il pilota australiano che oltre alla quarta piazza a pochi metri dal podio, arpiona anche la sesta posizione in classifica generale. Jack è l’unico che prova a duellare con Marquez, non lo lascia andare via nei primi giri e, addirittura, lo supera salvo poi riuscire a tenerlo dietro giusto qualche tornata, prima che le sue gomme lo costringano a guidare con più accortezza e accontentarsi del quarto posto. VOTO 7,5

VALENTINO ROSSI Nella giornata in cui il compagno Vinales si stende e i promettenti ragazzi del junior team Petronas abbassano l’asticella rispetto allo stupefacente GP di Spagna, c’è sempre lui a trainare il carrozzone Yamaha. Prova in tutti i modi a restare attaccato al treno Ducati, ma alla fine alla Yamaha manca velocità in rettilineo e non lo si scopre di certo oggi. Un campanello d’allarme per il Mugello ma anche per il resto del campionato: servono cavalli e kmh in più, o il sogno della decima rischia di restare tale per sempre. VOTO 7,5

POL ESPARGARO E chi se l’aspettava una KTM a lottare per i punti importanti, dopo un avvio di stagione all’ombra di tutte le altre moto del lotto, fatta eccezione per l’Aprilia. A portarla fino alla sesta, meritatissima, piazza è stato Pol Espargaro, che oltre a mettere in ombra il più quotato compagno Zarco (solo 13°) porta la moto austriaca al miglior risultato stagionale. La pista di Le Mans era stata amica di Policio nel passato a Moto2, lo scenario migliore per completare il quinto GP consecutivo a punti e una nona piazza iridata che sembra ben sopra il valore potenziale del suo mezzo. VOTO 7,5

FRANCO MORBIDELLI Frankie inizia ad abituarsi alle posizioni che contano e chiude settimo, davanti al suo giovane compagno di team che prova a rubargli la scena anche in Francia. L’italiano bissa il risultato raccolto in Spagna, settimo, e raggiunge Cal Crutchlow proprio al settimo posto in classifica, in piena corsa per la lotta al titolo di miglior pilota indipendente della stagione, al momento guidata da Jack Miller, lontano appena 8 punti. Bravo! VOTO 7

FABIO QUARTARARO Se non avesse buttato tutto alle ortiche con la brutta partenza, ora staremo parlando della seconda gara capolavoro consecutiva di questo talentino francese che nelle altre categorie non ha mai trovato la quadra, ma che da quando è in MotoGP sembra riuscire a sprigionare tutto il suo talento. Dopo essersi trovato fagocitato dalla pancia del gruppo, nella seconda parte di gara rimonta in maniera furente fino a rientrare sul suo compagno di team. Suo il giro veloce della gara, la sensazione è che Fabio ci farà divertire. VOTO 7

ALEX RINS La Suzuki ha palesato le sue difficoltà per tutto il weekend francese e Alex Rins ha provato a salvare il salvabile, ma un decimo lo fa precipitare a -20 da Marquez, lui che prima che si spegnessero i semafori sul rettilineo di Le Mans, era secondo in classifica a -1 punto dal dittatore spagnolo. Non è ancora fuori dai giochi per il titolo, ma deve tornare subito quello di Austin e Jerez. VOTO 5

MAVERICK VINALES Sembrava essere uscito dalla crisi, ma a Le Mans, sulla stessa pista dove due anni fa mostrava al mondo il suo talento trionfando dopo aver battuto Rossi, Vinales piomba di nuovo in un nugolo di fantasmi. Le qualifiche bagnate sono state sfortunate, la partenza sbagliata e proprio mentre stava lottando in mezzo al gruppo gli è arrivata addosso la moto di Bagnaia, mettendo fine alla sua gara. Peccato perché nelle libere aveva dimostrato di esserci, dovrà riscattarsi a partire dalla prossima gara in Italia, non propriamente la pista più semplice per l’iberico. VOTO 4,5

JORGE LORENZO Qualche passo avanti c’è, ma poi guardi a come con lo stesso identico mezzo tecnico Marquez abbia annichilito la concorrenza, e pensi solo che non può essere vero un Lorenzo così. Pallida controfigura di sé stesso, il maiorchino continua a faticare anche solo lottando in zona punti. E dire che l’undicesimo posto di ieri è anche il suo miglior risultato dell’anno... VOTO 4

GLI ALTRI Il britannico Cal Crutchlow (Voto 6,5) conferma quanto di buono visto in Spagna e torna competitivo per giocarsi con Miller e Morbidelli il titolo di migliore tra i piloti “non ufficiali”. Discreta anche la gara di Aleix Espargaro (Voto 6), 12° e unica Aprilia a traguardo, mentre sotto la sufficienza le gare di Zarco (voto 5), Syahrin (voto 5) e Oliveira (voto 5), soprattutto se rapportate a quanto fatto sullo stesso mezzo da Pol Espargaro. Joan Mir e Karel Abraham (voto 4) si sdraiano entrambi nel giro di ricognizione con due errori paralleli e inaccettabili a questi livelli, e questa settimana si becca un votaccio anche “Pecco” Bagnaia (voto 4), che stende Vinales e termina la sua gara dopo 4 giri. Sotto la sufficienza anche Tito Rabat (4), Andrea Iannone (s.v.) e Taka Nakagami (4), con l’italiano che non avrebbe dovuto correre ancora infortunato, per cui rimandiamo il giudizio al prossimo GP.


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