Autore:
Federico Maffioli

NUMERO PERFETTO La vittoria di Andrea Dovizioso è stata la più bella di quelle viste quest’Anno, tra le milgiori di sempre, in lotta con Marc Marquez, letteralmente, fino all’ultima curva. Roba da scrivere in grassetto sugli annali della MotoGP. Preciso, aggressivo e, soprattutto, definitivamente cosciente (e concreto) del suo enorme potenziale, il forlivese restituisce con gli interessi il “rospaccio” che aveva dovuto ingoiare l’anno scorso, perché questa vittoria è arrivata senza il vantaggio tecnico del 2016. Con questo successo Dovizioso porta a tre i suoi successi in questa Stagione e adesso è secondo in Campionato a sedici punti dal vertice.  Questa è l’Italia che piace, quella che con lui e Ducati in Austria ha vinto al quadrato! Voto dieci e lode!

MAR(C)ZIANO Marc Marquez taglia secondo il traguardo e per la sua gara vale lo stesso identico discorso fatto per Andrea Dovizioso, entrambi protagonisti di una gara fantastica. Dopo la pausa estiva la Honda e Marc Marquez sono tornati in forma fantastica e, come a Brnò, anche qui in Austria il numero 93 ha dimostrato di essere lui l’uomo da battere per vincere il titolo di quest’anno. Per “28 giri meno una curva” merita un dieci con lode, ma l’ultimo attacco a Dovizioso non è stato proprio una manovra così tanto “onesta”, per fortuna che non è finita alla “Iannone” 2016 o con una “spallata” contro Dovizioso, l’intenzione sembrava proprio quella... Per lui comunque, voto 9

CONFERMA Dani Pedrosa sale sul terzo gradino del podio, dopo un fine settimana difficile e tutto in salita. In Austria il numero 26 è stato la conferma dell’importante step tecnico fatto da Honda quest’Anno, soprattutto dopo la pausa estiva. Anche se resta quinto in classifica a trentacinque lunghezze dal compagno di squadra, questo è il suo settimo podio dell’Anno. Come si dice: nelle gare la costanza premia sempre? Staremo a vedere. Voto 8

LIDERANDO SI IMPARA Ok, pensando alla gara di Dovizioso, il quarto posto di Jorge Lorenzo sembra un risultato sotto le aspettative, ma non è affatto così perché il cinque volte iridato qui in Austria fa un altro importante passo in avanti e chiude ben undici giri al comando in solitaria alla Lorenzo dei tempi migliori. La Ducati è cresciuta e lo stesso vale per lui, al netto di una strategia di gara non proprio azzeccata, comunque sempre più vicino al risultato che conta! Poche storie, in Austria lo spagnolo è stato da applausi, guidando nella seconda parte di gara in evidente difficoltà per aver chiesto subito troppo alle gomme, ma tagliando il traguardo a quattro secondi dal podio. La luce in fondo al tunnel è li, forza che manca poco! Voto 8

PORTABANDIERA In una gara da dimenticare per le Yamaha ufficiali, ancora una volta è una moto clienti Tech 3 a tagliare prima il traguardo, quella di Johann Zarcò. Al di la dei discorsi, che lasciano il tempo che trovano, sulla bontà del pacchetto 2016 rispetto alla moto 2017, in questa top five c’è tanto di suo, con una gara in cui per mezzo secondo non riprende Lorenzo e, soprattutto, riesce a resistere agli attacchi di Maverick Vinales, oggi sesto a poco più di due decimi. Per lui voto 7,5

HURRY UP! In questo GP il voto a Valentino Rossi e Maverick Vinales è uguale e resta comunque sufficiente, al netto degli errori commessi da entrambi e dei punti lasciati per strada. Quello che invece ha davvero sorpreso in negativo è il rendimento dalla Yamaha Ufficiale, in evidente difficoltà in un GP in cui, fino a Sabato, sembrava avesse tutte le carte in regola per salire almeno sul podio. In Austria il problema di usura del posteriore è tornato, con la gomma di Rossi che fumava già dopo solo otto giri. L’opzione più dura al posteriore è stata una scelta sbagliata? L’idea è che non sia stato questo il problema, perché alla fine Zarcò con la gomma morbida è arrivato davanti, ma il gap è stato di solo due decimi rispetto a Vinales. Di fatto, con Honda che ha fatto un netto step in avanti, dopo undici GP la Yamaha sembra rimasta un po’ al palo, con un sesto e settimo posto che ricordano la gara di Jerez, due mesi e mezzo fa… Il tempo stringe e il margine per reagire è sempre più sottile. Voto 4

UN ANNO DOPO Andrea Iannone è stato un po’ la delusione di questo GP, undicesimo dietro alla Ktm del collaudatore Mika Kallio. E pensare che un anno fa il pilota di Vasto era qui a festeggiare il ritorno della Ducati sul primo gradino del podio. La Suzuki numero 29 è cresciuta e Sabato lo ha dimostrato, ma Domenica è stata un’altra storia con Iannone alle prese con problemi di usura al posteriore. Qui ce lo saremmo comunque aspettato qualche posizione più avanti. Voto 5

TOP TEN Al contrario di Andrea Iannone, Mika Kallio è stato la bella sorpresa di questo GP, quello di Casa per Ktm. Il collaudatore della Casa Austriaca ha chiuso la gara decimo davanti a diversi piloti ufficiali tra cui proprio i due Ktm, Suzuki ed Aprilia. Alla faccia della Wild card, chapeau! Voto 8

TUTTI GLI ALTRI Alvaro Bautista, con la Ducati “vecchia” senza le alette chiude in ottava posizione, voto 7; Loris Baz, come sopra, nono al traguardo davanti ad uno scatenato Kallio, voto 7,5; Scott Redding, al di sotto delle aspettative su questo tracciato, voto 4,5; Danilo Petrucci, occasione mancata in cui anche la sfortuna ci ha messo lo zampino, voto 5,5; Aleix Espargarò, un tredicesimo posto che sa di passo indietro, voto 5; Cal Crutchlow, parte male e continua anche peggio, voto 4,5.


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