L’inizio della stagione MotoGP 2026 ha acceso il dibattito sulle ragioni del dominio Aprilia, capace di conquistare tre vittorie e una Sprint nelle prime gare, ma Michelin ha deciso di fare chiarezza: il vantaggio della casa di Noale non dipende dalle gomme. Secondo il responsabile motorsport della casa francese Piero Taramasso, la teoria secondo cui la RS-GP avrebbe beneficiato in modo particolare della carcassa posteriore più rigida – introdotta in Thailandia e utilizzata anche in Brasile – non regge. Il costruttore sottolinea infatti come questa soluzione sia disponibile da tempo e perfettamente conosciuta da tutti i team, che sanno come interpretarla a livello di assetto. A rafforzare questa lettura c’è quanto visto ad Austin, dove Marco Bezzecchi ha dominato la gara utilizzando mescole standard, senza alcun vantaggio teorico legato alle nuove specifiche. Il messaggio è chiaro: Aprilia oggi è davanti per meriti propri, grazie a una moto che ha fatto un salto evidente durante l’inverno.
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— MotoGP™🏁 (@MotoGP) March 31, 2026
Ducati in difficoltà con le gomme
Il nodo, piuttosto, sembra essere dall’altra parte del box italiano, con una Ducati meno brillante rispetto agli standard recenti. Dopo anni di dominio tecnico, la casa di Borgo Panigale si trova a inseguire, pagando soprattutto una gestione non ottimale dello pneumatico posteriore. Il caso più evidente è quello di Francesco Bagnaia, arrivato praticamente “senza gomma” nel finale del GP delle Americhe, segno di un consumo eccessivo che ha compromesso la prestazione. Secondo Michelin, il problema non è legato alle caratteristiche della copertura, ma al modo in cui viene sfruttata: una guida troppo aggressiva sul posteriore porta a un calo prestazionale e alla comparsa di vibrazioni, rendendo ancora più difficile trovare il giusto bilanciamento della moto. Un aspetto che, nel MotoGP moderno, può fare la differenza quanto – se non più – della pura velocità.
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Aprilia avanti, Ducati chiamata a reagire
La sensazione, quindi, è che il campionato sia appena entrato in una fase tecnica molto interessante. Da un lato Aprilia sembra aver trovato una piattaforma estremamente completa, capace di adattarsi a diverse condizioni senza dipendere da fattori esterni; dall’altro Ducati è chiamata a reagire, lavorando sull'assetto e sulla gestione delle gomme per colmare un gap che, al momento, è evidente. I prossimi appuntamenti europei, a partire da Jerez e Le Mans, offriranno un banco di prova più indicativo per capire se il vantaggio della RS-GP sia destinato a consolidarsi o se la concorrenza riuscirà a rientrare. Michelin, intanto, non ha dubbi: oggi la differenza la fa la moto, non la gomma.



