Pubblicato il 14/11/20

INATTESO Un po' a sorpresa, vista la vicinanza temporale con la sentenza che ha messo una pietra tombale - o quasi - sulla carriera in moto di Andrea Iannone - il pilota abruzzese si è presentato nei box dell'Aprilia Racing a Valencia, dove si sta disputando il Gran Premio della Comunità Valenciana del Motomondiale. Iannone ha spiegato di averlo fatto per rispetto nei confronti di un team che ha sempre creduto in lui e che l'ha difeso fino all'ultimo, peraltro aspettandolo senza pensare a un piano B per quanto riguarda il suo sostituto, e trovandosi ora senza la possibilità di ingaggiare top rider, visto che sia Crutchlow che Dovizioso si sono tirati fuori dal mercato.

Andrea Iannone in conferenza a Milano

FAMIGLIA MOTOGP Intervistato da Sky in diretta nel corso della terza sessione di prove libere di questa mattina, Andrea non ha voluto parlare della sentenza, ma di cose molto più significative: ''Ho bisogno di disintossicarmi un po' da questa situazione che dura ormai da un anno'' - ha esordito - ''La squalifica di 4 anni è una cosa molto pesante per me da digerire, ma ci tenevo a venire a Valencia perché mi sentivo di dover ringraziare tutta la famiglia della MotoGP, non mi hanno mai abbandonato in questo lungo e travagliato periodo. Rivola così come tutto il gruppo Aprilia è stato straordinario, mi hanno supportato dall'inizio alla fine, anche se ancora non è finita. Non mi aspettavo tutto questo affetto. Anche i tifosi sono stati fantastici, non dimenticherò mai tutto questo, nel bene e nel male''.

MotoGP Valencia 2019, Ricardo Tormo Cheste: Andrea Iannone (Aprilia)

IL MIO MONDO Iannone ha poi aggiunto una cosa fondamentale e che nessuna sentenza potrà mai portargli via: ''Per il momento mi sento ancora un pilota di MotoGP, tutto ciò che dico lo faccio sentendomi ancora un pilota. Non ho fatto nulla al di fuori di questo, non ho accettato nessun'altra proposta tra quelle che ho ricevuto in questo periodo, accetto solo di stare qui dentro in questo momento. In che modo lo scopriremo. La MotoGP è la mia vita, il mio mondo. Dobbiamo continuare a lottare per il nostro sport, non possiamo digerire quello che è accaduto. Ovviamente non sono uno che resta a casa a fare niente, ho bisogno di fare qualcosa, cercherò di dare più supporto possibile alle persone in questo mondo, la mia esperienza più importante l'ho fatta qui, ho trascorso la maggior parte del mio tempo, ho delle conoscenze che potrebbero essere utili, cercherò di trarne benefici''.


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