Pubblicato il 23/08/20

BICCHIERE MEZZO PIENO Una giornata non certo memorabile per Andrea Dovizioso e Valentino Rossi, questa domenica del Gran Premio di Stiria 2020, che ha visto ribaltarsi ogni genere di gerarchia in MotoGP e salire sul gradino più alto del podio il portoghese Miguel Oliveira (KTM), davanti a Jack Miller (Ducati) e a Pol Espargaro (KTM). Va detto però che ai due centauri italiani poteva andare anche peggio, e che - tirando le somme - possono quasi ritenersi soddisfatti da come sono usciti dal secondo weekend austriaco in sette giorni. Entrambi i piloti hanno commentato molto negativamente la giornata odierna, ma - come detto - c'è stato anche un risvolto positivo: Dovi ha comunque accorciato sul leader Quartararo, e Rossi è stato ancora una volta il migliore con una Yamaha. La fortuna gli ha dato una mano, ma è sufficiente per non buttare del tutto nel cestino il weekend stiriano.

ERA UN DISASTRO Partiamo da Andrea Dovizioso: il pilota italiano, che a fine anno lascerà la Ducati, aveva montato una medium che però non ha mai funzionato a dovere, e nella prima parte di gara stava pericolosamente scivolando nelle retrovie. Quando la gara è stata sospesa, dopo la preoccupante caduta di Vinales, alla ripartenza Dovi ha potuto montare delle gomme soft nuove al posteriore che hanno un po' sistemato le cose, facendolo concludere quinto (poteva essere quarto senza un errore all'ultimo giro) e riuscendo così a rosicchiare altri 8 punti su Fabio Quartararo, che ora lo precede di appena 3 punticini nella classifica del mondiale. ''A quello che è successo in gara uno non so dare una spiegazione tecnica, dobbiamo prima vedere i dati e capire cosa sia successo'' - ha spiegato il Dovi a Sky - ''Andavo pianissimo fin dal via, perdevo sempre di più ed era un disastro, non potevo frenare, non avevo il posteriore e siamo stati fortunati con la bandiera rossa. Queste sono cose che ti destabilizzano, bisogna capire cosa sia accaduto perch così non ha senso. Nella seconda parte di gara ho messo la soft e ha funzionato in modo normale, ci ho provato ma si è ripresentato lo stesso limite visto nella scorsa gara, con la differenza che oggi gli altri sono stati più veloci e io non ero nella giusta posizione. Non riusciamo a difenderci in uscita di curva e se non c'è un rettilineo, allora perdiamo tanto''. 

MALE CON CALDO E FREDDO Anche la disamina di Valentino Rossi è negativa: ''Con il caldo soffriamo parecchio, ma anche con il freddo'' - ha spiegato il Dottore, che oggi ha chiuso nono e migliore degli yamahisti per la seconda volta consecutiva (Vinales ritirato, Quartararo 13° e Morbidelli solo 15°) - ''Abbiamo cambiato un po' di cose e lavorato anche con Brembo sostituendo le pinze, il problema è che quando giri da solo durante le prove il feeling è buono, ma poi quando sei in gara dietro agli altri si scalda tutto e c'è questo rischio. Siamo in difficoltà perché sul dritto perdiamo e ci attacchiamo ai freni cercando di staccare forte per recuperare, ma non ce la facciamo a passare, rimaniamo dietro e prendiamo tutta l'aria calda degli altri. Oggi siamo partiti con le medie ma non funzionavano, la gomma iniziava a scivolare ed è come un cane che si morrde la coda perché giro dopo giro è sempre peggio. Ho sentito che anche Dovi ha avuto questo problema. Negli ultimi anni la differenza in rettilineo è raddoppiata e ora facciamo parecchia fatica. La nostra moto si guida bene nelle curve e la velocità di punta non è mai stato il nostro punto forte, ma rimane una grande differenza di motore. Il guadagno nelle curve non è gratis, perché poi finisci freni e gomme, dunque dobbiamo solo sperare in piste più favorevoli, magari di tornare a Misano competitivi come lo siamo stati a Jerez''.

MENO MALE CHE C'È L'ACADEMY Una nota lieta per Rossi è arrivata però nei panni di proprietario del team Sky VR46, con le vittorie dei suoi due giovani piloti, Celestino Vietti in Moto3 e Marco Bezzecchi in Moto2: ''Già per la vittoria di Cele, io, Uccio e Max ci siamo commossi proprio come lui sul podio con l’inno italiano. Fare doppietta con la Moto2 è la prima volta che ci capita, frutto di un grande lavoro di tutto il team, dell’Academy, dei nostri piloti e siamo contentissimi per questo risultato. Per quanto riguarda mio fratello, è in testa al mondiale ma ha tanti avversari agguerriti, Martin ha fatto due gran belle gare portandosi vicino. Cerchiamo di concentrarci su quest’anno, avere la possibilità di vincere il mondiale non capita a tutti i piloti e cerchiamo di sfruttarla. Siamo onorati dell’interessamento della Ducati e della possibilità di portare mio fratello in MotoGP però secondo me è più importante quest’anno. Io cerco di dargli i consigli giusti vista l’esperienza accumulata ma è lui poi che deve fare la differenza''.


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