Pubblicato il 21/08/20

ASSENZA GIUSTIFICATA Mettiamo un po' d'ordine in quanto successo nelle ultime 24 ore sul tema sicurezza a Spielberg, dove stamattina i piloti sono scesi in pista per la prima sessione di prove libere del Gran Premio di Stiria. I più attenti, ma probabilmente anche i meno, avranno notato che non c'era in pista Johann Zarco, se avete seguito il nostro LIVE sapete già il perché. L'assenza del pilota transalpino non ha nulla a che vedere con gli esiti disciplinari dell'incidente di domenica scorsa, ma con le conseguenze fisiche. Come già ampiamente riportato, il ducatista deve attendere 48 ore dal suo intervento allo scafoide (un ossicino della mano, lo stesso fratturato da Cal Crutchlow a Jerez) per essere eventualmente dichiarato Fit to Race dai medici della MotoGP, e cioè idoneo a correre.

MotoGP Austria 2020: Incidente Zarco-Morbidelli, Valentino Rossi sfiorato dalla moto

PUNIZIONE Per quanto riguarda invece la tematica disciplinare, alle 11 di stamattina è arrivata la decisione ufficiale degli Steward che hanno deciso - in caso di presenza in pista questo weekend - che Johann Zarco scatterà domenica dalla pitlane, avendo ritenuto la sua guida ''irresponsabile''. Nel comunicato si legge: ''Nell’incidente che ha coinvolto Johann Zarco (Esponsorama Racing) e Franco Morbidelli (Petronas Yamaha SRT) durante la gara della MotoGP™ al Red Bull Ring in occasione del GP d’Austria, giovedì 20 agosto si è tenuto un colloquio tra i Commissari FIM MotoGP™ ed entrambi i piloti coinvolti. La decisione degli Stewards confermano la guida irresponsabile di Johann Zarco, motivo per cui il francese riceve una sanzione che lo vedrà scattare dalla pit lane alla prossima gara del MotoGP''.

MotoGP Austria 2020, Spielberg: Franco Morbidelli (Yamaha) dopo l'incidente con Johann Zarco (Ducati)

MORBIDO PIÙ MORBIDO Davanti agli steward, inoltre, Franco Morbidelli ha chiesto scusa a Johann Zarco per averlo definito ''mezzo assassino'' a caldo, subito dopo il GP d'Austria. ''Più rivedo l'incidente e più mi rendo conto della pericolosità della manovra di Zarco, e non riesco a capire cosa gli sia passato per la testa, però ho sbagliato a etichettarlo come assassino. Definirlo così è stato un errore da parte mia, si dà per scontato che ci sia stata volontarietà ma non è così. Per questo ho chiesto scusa a Johann per averlo definito in questo modo, ma sono ancora sotto shock e impaurito''.

ROSSI SENZA DUBBI Nel corso della conferenza stampa del giovedì, anche Valentino Rossi era tornato sull'incidente, bombardato dalle domande della platea virtuale: ''Quell'incidente è stato terrificante, ho visto solo la moto di Zarco e non mi sono reso conto di quanto vicino mi sia passata quella di Morbidelli. È stata una fortuna non essersi fatti male, ma non ho mai messo preso in considerazione di smettere con la MotoGP. Se finisco con le moto comunque continuerei a fare qualcosa di pericoloso, mi piacerebbe correre in auto e fare delle 24 ore. Oppure mi chiudo in casa e mi ritiro in una fattoria con dei cavalli - scherza - ma se sei pilota i rischi ci saranno sempre''.

BARRIERE D'ARIA Ma cosa si è fatto in concreto per il tema sicurezza dopo l'incidente? L'unico provvedimento preso - e l'unico probabilmente da prendere, non potendo certo modificare il layout della pista - è stato quello di rafforzare le potezioni con degli air fence (le protezioni gonfiabili) supplementari inseriti in curva 2 e 3. Con questa nuova fila di barriere, domenica scorsa si sarebbe quantomeno scongiurato il rischio che anche la moto di Zarco rischiasse di colpire Rossi e Vinales, ma per quella di Morbidelli ci sarebbe comunque stato poco da fare. Ed è questo probabilmente il tipo di rischio a cui alludeva Valentino Rossi.


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