Prova su strada

Yamaha TMax


Avatar Redazionale , il 21/11/00

20 anni fa -

C'è chi cerca forsennatamente di trovare l'anello di congiunzione tra uomo e scimmia, e chi, altrettanto forsennatamente cerca l'anello di congiunzione tra moto e scooter. Nei loro lindi e asettici laboratori gli scienziati Yamaha ci sono andati molto vicino con Tmax, "ibrido" dalle incredibili caratteristiche di guida e dalle prestazioni motociclistiche ma con tutte le comodità di uno scooter. Il motore diventa bicilindrico, la cilindrata raggiunge il mezzo litro, il telaio è quello di una moto Per divertirsi anche in grisaglia. E' l'inizio di una nuova specie.

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COM’È Il nome, già la dice lunga: ricorda tanto quello di una cult bike di Yamaha, la inconfondibile V-Max. TMax è il cugino scooter, pensato per chi, anche in abiti da lavoro e con cartella al seguito, cerca l’emozione della moto ma che non vuole sporcarsi o rovinarsi le scarpe, per chi, insomma, non vuole rinunciare alla praticità e alla protezione di uno scooter.

FAMILY FEELING

TMax è un super scooter, con l’appeal di una moto. Lo stile lo distingue subito dagli scooteroni da casa-ufficio. Il frontale è tipicamente Yamaha Style (c'è molto di Majesty nello scudo), ma più aggressivo, bombato come l’ogiva di un proiettile e con un bel faro sdoppiato che fa tanto racing . La colorazione bicolore del parafango e dello scudo sottolinea la voglia di TMax di penetrare l’aria. Al centro, sotto la sella, due fasce color argento ricordano il disegno dei telai delle moto sportive, ben raccordate alla coda.

CODA DA GP

E proprio la coda è il pezzo forte di TMax, disegnata pensando a una Superbike, con codino basso, panciuto ai fianchi e rivolto all’insù. Lo scarico dallo stile finto hi-tech, alto e pronto ad affrontare le pieghe in pista (teoricamente può inclinarsi fino a 50 gradi senza che nulla tocchi l'asfalto), è il tocco che commuove anche il motociclista duro e puro, che però magari vorrebbe avere più informazioni dalla strumentazione, troppo simile a quella del Majesty e una posizione di guida più sportiva e meno seduta.

PRATICO COME UNO SCOOTER

L’aspetto hi-tech sportivo è centrato in pieno ma TMax non dimentica la praticità propria degli scooter. Sotto la sella allungata e al codino affilato non manca il solito vano portacasco portatutto da 32 litri (ci stanno comodi due jet oppure una 24 ore o ancora un casco integrale più qualche cianfrusaglia) e un piccolo anfratto nello scudo utile per gli oggetti da tenere a portata di mano.

BEN PROTETTI

Proprio lo scudo è il protagonista, assieme al parabrezza, di un'ottima protezione aerodinamica che vuole isolare il pilota dalle intemperie. (i più sportivi potranno montare un parabrezza più basso e sportivo, i più cauti, invece, uno più turistico). Tra gli accessori, manopole riscaldate, antifurto elettronico, kit carica cellulare, portapacchi e bauletto da 48 litri per i comodi, kit paratelaio trasparente o in carbonio per gli animi sportivi. Colori modaioli: grigio/azzurro e blu per i tranquilli, giallo per chi non ama le mezze misure.

TECNICA MOTOCICLISTICA

TMax è un super scooter, con la tecnica di una moto. Il motore, innanzitutto, è un bicilindrico parallelo a quattro tempi e raffreddato a liquido da 500cc, con distribuzione a 4 valvole per cilindro, capace di 29,4 kW (40 cv) a 7.000 giri, più o meno il doppio della potenza del Majesty 250.

UN MOTORONE (almeno per uno scooter) che permette di raggiungere agevolmente i 160 km/h e di accelerare da zero a 100 km/h in soli 7,5 secondi

(T.-Max è più lesto di molte berlinette sportive). Prestazioni inavvicinabili dagli scooter attuali. Persino il rumore contribuisce ad evidenziare la personalità spiccata di TMax. La sinfonia che esce dal marmittone di TMax fa tutto un altro effetto rispetto al borbottio da motofalciatrice tipico dei monocilindrici da scooter a quattro tempi. Le vibrazioni del bicilindrico sono smorzate da un sistema ausiliario. In pratica c'è un terzo pistone imbiellato sullo stesso albero motore con fasatura opposta ai due pistoni "motori" che annulla le forze alternate che si vengono a creare.

IL MOTORE NON SI MUOVE

A dare conforto è il telaio, una struttura a diamante da vera moto, adeguata a gestire le prestazioni del motore bicilindrico. Che il TMax non sia un semplice scooter ormonato lo dice anche la collocazione del motore: fissato al telaio, non oscilla insieme alla ruota posteriore come nello schema tipico degli scooter. La sospensione posteriore è affidata a un vero forcellone in alluminio con tanto di monoammortizzatore centrale sistemato in posizione orizzontale sotto il motore, che promette una lunga lista di vantaggi sulla precisione di guida e sulla tenuta di strada.

CATENA SILENZIOSA

Tra le caratteristiche peculiari di questo interessante bicilindrico la lubrificazione a carter secco e la trasmissione a cinghia con variatore racchiusa nel gruppo motore. A dare il moto alla ruota posteriore provvede un doppio giro di catena silenziosa racchiuso nel carter di destra e completamente esente da manutenzione. In questo modo si è ottenuta una catena cinematica praticamente uguale a quella delle moto. La forcella anteriore appoggia su steli ben dimensionati che senza scomodi intermediari arrivano diretti fino al manubrio attraverso due piastre anche questo un legame strettissimo con le motociclette.

AVANTI IL PESO

Intermedia tra scooter e moto è invece la scelta dei cerchi da 14 pollici gommati generosamente, 120/70 all’anteriore e addirittura 150/70 al posteriore. Il particolare posizionamento del motore ha consentito di ottenere una ripartizione dei pesi motociclistica 47% davanti e 53% dietro per un piacere di guida ineguagliabile da qualsiasi scooter oggi in produzione. (tanto per dare un'idea la Yamaha TDM ha una distribuzione dei pesi 48-52%)

FRENI DA GUINNESS

Motociclistico anche l'impianto frenante, il T-driver può contare su un singolo disco anteriore da 282 mm con pinza a due pistoncini e su un disco posteriore da 267 mm, così il TMax consegue un altro record: è lo scooter con i dischi freno più grandi. Nei record però non rientrano le dimensioni tutt'altro che da super maggiorato: TMax è lungo solo 12 centimetri in più rispetto al Majesty, 223 in totale. Dove invece il Motoscooter Yamaha abbonda è sulla bilancia: 197 chilogrammi a secco.

Nuovo in tutto il TMax, si può considerare il capostipite di una nuova generazione di veicoli a due ruote e per questo si fa pagare 15.990.000 lire franco concessionario, non poco, anche se la forza di TMax sta nella sua capacità di risolvere i problemi su cosa acquistare: moto per il divertimento, scooter per l'utilità. Con lui le due cose hanno trovato un perfetto punto d'incontro. In ogni caso, nessuno potrà più dirvi che avete comprato "solo uno scooter". Provatelo e ne sarete persuasi. TMax sarà disponibile a partire dal prossimo dicembre.

COME VA

A volte, quello del tester è un mestiere ingrato. Specialmente quando hai per le mani in anteprima un giocattolone come il TMax e fuori.... diluvia. Sono state queste le premesse della prova del nuovo motoscooter Yamaha, acqua a catinelle e asfalto irrimediabilmente allagato. Bene, il dispiacere è aumentato ulteriormente dopo aver percorso i primi chilometri. Le strade attorno a Fiuggi, teatro della presentazione, sono un budello di salite, discese, curve, a volte veloci a volte lente. Peccato, un grandissimo peccato perché nonostante la pioggia TMax ha dimostrato un potenziale dinamico addirittura superiore alle aspettative. Ma andiamo per gradi.

COMODO, ANCHE TROPPO

In sella c'è ampio spazio per tutti e si sta comodi, addirittura troppo perché gambe avanzate e busto eretto non sembrano andare d'accordo con il miglior controllo nella guida. Invece, bastano pochi metri per sovvertire tutte le teorie. Si capisce subito di essere al cospetto di qualcosa di diverso, di inusuale, di assolutamente nuovo. La posizione in sella scooteristica trae dunque in inganno e, appena ci si muove, ci si aspetta la solita grande maneggevolezza cui ci hanno abituati i ruote basse: un piccolo invito e tac! lo scooter cade in curva.

PESO MASSIMO

TMax non è così lesto, anzi, ha una certa inerzia: il peso dichiarato insomma c'è tutto e così a sensazione c'è anche qualche chilogrammo in più. La massa rilevante si avverte soprattutto a bassa velocità o quando magari si deve indietreggiare per uscire dal parcheggio. In questo caso lo sforzo richiesto è analogo a quello per spostare una moto di media cilindrata. In aiuto viene la sella bassa (solo 795 mm) che consente anche a chi non è un "gambalunga" di posare saldamente entrambi i piedi a terra. Proprio a causa del peso si avverte in modo particolare l'assenza di un "freno a mano". Può capitare infatti che ci si debba fermare in discesa o in salita e, mentre con una moto basta poggiare il piede sul pedale del freno posteriore o inserire la prima, TMax è come se fosse sempre in folle obbligando a tenere sempre una mano sul manubrio per frenare.

MOTORE DA LODE

Grandi il motore e la trasmissione, sono loro i veri protagonisti di questo motoscooter, il bicilindrico eroga la sua considerevole potenza con una linearità esemplare. Non ci sono né buchi, né picchi, né strappi: solo una spinta gentile ma consistente, che in un attimo porta TMax dove nessuno scooter è mai arrivato. Basta poco, una decina di secondi circa e la lancetta del contachilometri supera quota 120. Qui, dove quasi tutti i maxi scooter sono al limite, TMax ha ancora una bella riserva di potenza, utile per trarre d'impaccio da situazioni imbarazzanti come ad esempio i sorpassi azzardati. Tu apri, lui va, una gustosa progressione che non si arresta se non quando la lancetta del tachimetro ha sfondato quota 160. E tutto questo TMax lo fa in silenzio, senza trasferire vibrazioni (si avverte solo un leggero fremito sulla pedana) e soprattutto proteggendo alla grande il pilota.

BOLLA D'ARIA, MANI FUORI

Gambe, busto, spalle e casco, viaggiano ben riparati da scudo e parabrezza, che formano una "bolla" di aria calma piuttosto ampia. Protezione ok dunque almeno fino al metro e ottanta di altezza. Troppo esposte invece le mani che aria e acqua se le prendono tutte, se si usa TMax d'inverno diventa quasi obbligatorio l'acquisto dei paramani offerti in optional.

QUESTIONE DI FEELING

A cotanto motore, risponde cotanta ciclistica e, guidando Tmax, si capisce l'importanza quei due magici numerini (47-53) che riassumono la distribuzione dei pesi. Nonostante la posizione di guida seduta, la sensazione di padronanza è assoluta, siamo lontani anni luce dagli scooter. Tra driver e TMax è subito feeling: le curve vengono affrontate come in moto e la rigidità ciclistica non è in discussione, lo si capisce anche sull'asfalto bagnato dove si piega come mai prima su uno scooter, segno che TMax infonde una sensazione di sicurezza notevole.

FRENI DA CORSA

E che freni! il padellone da 282 si concede il lusso di staccate motociclistiche, assistito degnamente dal disco posteriore potente quanto basta ma soprattutto poco incline al bloccaggio. Viene spontaneo entrare in curva con i freni ancora tirati proprio come si fa con le moto, TMax asseconda tutto, non si scompone e, quando in uscita di curva si richiama il gas, spinge deciso. Così su quei percorsi da 80-120 km/h ci si ritrova a giocare ai piloti, tenendo ritmi insospettabili con un maxiscooter.

CICLISTICA DI RIGORE

Un rigore ciclistico ineccepibile, confortato da sospensioni che con quelle degli scooter non hanno proprio nulla a che spartire. Forcella e ammortizzatore non solo danno il loro prezioso contributo alla precisione di guida ma si sono rivelati ottimi incassatori di buche e pavé, situazione in cui il TMax si comporta meglio di molte moto, ma il comfort non ha influito sulle prestazioni globali e sul piacere di guida. Prestazioni che il moto-scooter di Iwata mantiene quando si carica il passeggero, anche se in due si avverte qualche ondeggiamento in più.

PASSEGGERO CONTENTO

A proposito, anche per il secondo c'è una gradita sorpresa. In quel metro quadro di sella ci si sta davvero comodi: bassi, poco esposti al vento, con pedane a una altezza umana e con un comodo maniglione a cui aggrapparsi, ci si stanca poco anche sulle lunghe percorrenze, dettaglio tutt'altro che disprezzabile visto che, con le sue prestazioni, TMax consente anche viaggi di un certo impegno.

SI, VIAGGIARE

Si corre veloci in autostrada, dove il motore sembra non soffrire affatto, a velocità di crociera nell'ordine dei 140 km/h mantenibili praticamente all'infinito. Nei 200 km del test c'è stato spazio anche per una sosta rifornimento occasione ghiotta per un 'analisi attendibile dei consumi. Qui, va detto il TMax ci ha un po' deluso. Noi ci abbiamo messo del nostro e non siamo stati affatto gentili con l'acceleratore ma i 16 chilometri litro rilevati ci sembrano comunque un po' pochini.

Poco male, le qualità di TMax sono tali da oscurare questo dato. Il suo punto di forza sta nel suo essere quell' "attrezzo universale" utile e divertente che tutti vorrebbero. Gli scienziati possono smettere di cercare.


Pubblicato da Stefano Cordara, 21/11/2000
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