Anteprima

Yamaha X-Max 250 MomoDesign


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13 anni fa - Il fratellino del TMax veste firmato MomoDesign

Il fratellino del TMax veste firmato: ecco lo Yamaha X-Max 250 MomoDesign, in vendita da marzo a 5.190 euro

QUESTIONE DI STILE Ora il fratellino del TMax se ne va in giro vestito firmato. All’Ecima di Milano, Yamaha presenta in anteprima l’X-Max 250 MomoDesign, serie limitata del duemezzo dei Tre Diapason dal look urban chic. Sotto la carena non si muove un bullone, ma sella, grafiche e finiture specifiche gli aprono la strada per i salotti buoni cittadini. Non a caso il prezzo si alza un po’: si parte da 5.190 euro.

OCCHIO AL DETTAGLIO Tutto stile, dunque, il nuovo X-Max 250 MomoDesign. A fare la differenza sono i particolari: le scritte sui fianchetti, il supporto del parabrezza in carbonio, il quadrante del contagiri dedicato, le pedane in alluminio e le manopole con terminale cromato. La sella, eccezionalmente marchiata MomoDesign, sfoggia una texture certamente di qualità ma dalla confezione a effetto patchwork. Chiudono il quadro della personalizzazione i decal MOMO sulla coda, molto più piccine delle scritte piazzate sullo scudo.  

CASCHI AD HOC L’X-Max 250 MomoDesign sarà disponibile nelle concessionarie da marzo. Stando a quanto si vede dalle foto, tra gli optional eligibili figurerà certamente lo scarico Akrapovic. I caschi, invece, sono le ultime aggiunte della collezione MOMO: si chiamano MD jet Helmet (339 euro) e MD Demi-jet Helmet (249 euro).

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Pubblicato da Luca Cereda, 12/11/2012
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Dal calcio al basket, gli sport gli scorrono nel sangue dalla nascita, ma è solo quando è approdato a MotorBox che ha cominciato ad appassionarsi al mondo dei motori, fino a diventarne fine conoscitore. Stile asciutto e incisivo, grande senso critico, notevole presenza in video, Luca sa inquadrare con rara chiarezza le auto che prova, senza perdere di vista scenari e tendenze. Dopo quasi 12 anni ha lasciato la banda di MotorBox per affrontare nuove sfide, lasciandoci in eredità una produzione di articoli al top per quantità e qualità. Le supercar? Belle, ma la Ignis...

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