Per molti è e rimarrà sempre un sogno mostruosamente proibito, ma chi non godrebbe come un riccio a percorrere i 20,8 chilometri del Nürburgring Nordschleife sverniciando fior di supercar? Meglio ancora, farlo al volante di un veicolo insospettabile: di quelli a cui non daresti che i soldi per la demolizione.
Ebbene, quello che per molti è un sogno, per un certo Hugo Araùjo è realtà. Soprattutto grazie al fatto che il Volkswagen T1 Bulli protagonista dell'impresa non si accontenta di essere un'icona della mobilità paciosa degli anni Cinquanta, ma nasconde sotto il pianale un motore Porsche ad alte prestazioni.
Il risultato è un video POV che unisce la sorpresa di vedere un furgone d'altri tempi girare in pista con una colonna sonora spettacolare, complice la carrozzeria in metallo tutta vuota che fa da cassa di risonanza e dona alle timbriche toni che ricordano le chitarre Dobro: alza il volume e clicca play!
La dinamica al limite sull'Inferno Verde
Come si vede nel vidoe, il Volkswagen Bulli T1 danza tra i cordoli del tracciato tedesco forse non con la compostezza di un'auto moderna, ma di certo molto meglio di quanto il suo aspetto farebbe pensare. Rollbar a gabbia e freni di derivazione porsche ne fanno quasi un'auto da corsa vintage.
Non di meno i 400 CV erogati dal motore Porsche da 3,8 litri hanno spesso la meglio sul bilanciamento generale, che nonostante i posti di guida molto vicini al frontale vede le ruote anteriori alleggerirsi molto spesso e staccarsi da terra al minimo scollinamento in uscita di curva. Del resto con un peso del veicolo di appena 995 kg, il rapporto peso-potenza è degno di una Caterham...
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.




