COLPO DI SCENA Motivi personali: è questa la ragione per cui la Ferrari, da oggi, a sorpresa, perde il suo amministratore delegato Louis Camilleri. Il manager maltese ha comunicato la volontà di lasciare il Cavallino rassegnando con effetto immediato le dimissioni dal proprio ruolo di Ceo e membro del consiglio di amministrazione della celebre Casa automobilistica italiana.

LE PAROLE DELL’EX CEO “La Ferrari – spiega il sessantacinquenne nella nota ufficiale diramata in serata da Maranello – ha fatto parte della mia vita e servirla come amministratore delegato è stato un grande privilegio. La mia ammirazione per gli straordinari uomini e donne di quest’azienda, per la passione e la dedizione che mettono in tutto ciò che fanno è illimitata. Sono orgoglioso dei numerosi risultati raggiunti dal 2018 e so che gli anni migliori devono ancora venire”. Camilleri era arrivato a ricoprire la più alta carica operativa del Cavallino nel luglio 2018, pochi giorni dopo la prematura scomparsa di Sergio Marchionne.

ELKANN CEO AD INTERIM A poco più di due anni dall’insediamento, l’era post-Marchionne prosegue con il presidente esecutivo John Elkann chiamato in questi giorni a ricoprire provvisoriamente la carica che è stata di Camilleri. “Prendendo atto con dispiacere di tale decisione – spiega nella nota ufficiale il nipote di Gianni Agnelli – vorrei esprimere i nostri più sinceri ringraziamenti a Louis per la sua incondizionata dedizione nel ruolo di nostro amministratore delegato dal 2018 e di membro del Consiglio di Amministrazione dal 2015. La sua passione per Ferrari è sconfinata e sotto la sua guida la società si è ulteriormente affermata come una delle più grandi al mondo, capitalizzando il suo patrimonio davvero unico e la sua continua ricerca dell'eccellenza. Auguriamo a lui e alla sua famiglia un lungo e felice periodo di pensionamento”.
Nato a Palermo nel 1988, sin da bambino manifesta una sconfinata passione per le corse automobilistiche. Nel 2012 inizia a raccontarle su FormulaPassion.it, fino a diventare coordinatore della redazione. Non perde un Gran Premio da quando ne ha memoria: nel Gp d’Italia 2015 a Monza è tra i più giovani accreditati nel paddock. Giornalista dallo stesso anno, passa a MotorBox nel febbraio del 2019 per seguire da inviato Formula 1 e Formula E. Nel frattempo si laurea anche in giurisprudenza: dice sempre che non c’entra niente, ma che fa curriculum. In redazione minaccia di morte chiunque si sieda a quello che considera il suo posto.



