Pubblicato il 18/06/20

DESTINI INCROCIATI Un Gruppo forte. ''Troppo'', forte. Uno squadrone che potrebbe ammazzare il campionato, e che ora gli arbitri tengono d'occhio con severità. Ritenuta necessaria, ancora prima che opportuna, in epoca pre-COVID, la fusione tra FCA e PSA acquista oggi - alla luce di una situazione finanziaria, produttiva e di mercato mai così drammatica - una funzione strategica quasi vitale. Il percorso di avvicinamento non si è mai interrotto, neanche a marzo e aprile, in tempi di lockdown totale. A non perdere mai di vista il dossier FCA-PSA è stata tuttavia anche la Commisione Europea. Che il 17 giugno ha espresso le proprie considerazioni: attenzione, potrebbero mancare le condizioni per il closing. Vedi il market share sui commerciali (e citycar?) I rumors sono stati confermati: la fumata è grigia.

Lo stabilimento Sevel di Atessa, in Abruzzo

GRANA VAN A un esame preliminare, l'Autorità garante per la concorrenza cita un ostacolo non secondario. E cioè il regolatore esprime preoccupazione in merito alla maggioritaria quota di mercato che FCA e PSA già insieme detengono nel settore europeo dei van. La joint venture italo-francese ''Sevel'', con stabilimento produttivo in quel di Atessa (Chieti), sforna 1.200 furgoni al giorno (755 mila unità nel 2019) e assorbe il 34% delle vendite in Europa. La partnership tra Ford e Renault si ferma al 16%, Volkswagen ha il 12%, Mercedes Van il 10%. La fusione dei due Gruppi favorirebbe il consolidamento della leadership di Sevel nel proprio comparto: da qui la decisione dell'autority, poiché FCA e PSA non hanno nel frattempo offetto concessioni, di prendersi altro tempo per investigare sulla correttezza dell'operazione. Quanto tempo? Altri 4 mesi.

DUE DILIGENCE ''Fiat Chrysler e Peugeot Sa - spiega la vicepresidente esecutiva UE Margrethe Vestager -, con il loro ampio portafoglio di marchi e modelli, detengono una forte posizione commerciale nei furgoni in molti Paesi europei. Valuteremo con attenzione se la transazione proposta comporti ripercussioni negative per la concorrenza in questi mercati e assicuri che si conservi un panorama sanamente competitivo per le persone e le imprese che si basano su questi veicoli per le loro attività''. In particolare, la Commissione è preoccupata che la transazione possa ridurre la concorrenza ''in misura significativa'' per alcuni tipi di veicoli commerciali leggeri in Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Francia, Grecia, Ungheria, Italia, Lituania, Lussemburgo, Polonia, Portogallo, Slovacchia, Slovenia, Spagna e Regno Unito.

NODO CITYCAR I commerciali, ma non solo. Anche nel segmento delle utilitarie, oltre a quello dei crossover di piccole dimensioni, FCA-PSA arriverebbe a detenere la maggioranza assoluta del mercato (spiega Automotive News Europe, citando l'analista Bloomberg Aitor Ortiz, che lo share raggiungerebbe addirittura il 65%). Lasciando a Gruppo Volkswagen e Alleanza Renault-Nissan soltanto le briciole. Praticando, in sostanza, una concorrenza che oltrepasserebbe - secondo i criteri delle autorità - i principi di libera competizione tra avversarie.

Carlos Tavares (PSA) e Mike Manley (FCA) il giorno dell'accordo
 

LA REAZIONE Eh già, mentre i due Gruppi portavano avanti i propri piani di reciproco avvicinamento su tutta la linea, contemporaneamente anche il garante passava al microscopio la legittimità della maxi-fusione. E ora l'Autorità ha deciso: l'accordo non chiarisce alcuni aspetti e rende necessaria l'apertura di un nuovo fascicolo. La scadenza naturale della successiva delibera è attesa non prima di ottobre 2020. Dal canto loro, FCA e PSA rispondono alla decisione del garante in una nota scritta a quattro mani: ''L'obiettivo condiviso è di finalizzare l'operazione entro la fine del primo trimestre 2021. I preparativi per la fusione procedono come da programma. Le autorità antitrust di diverse giurisdizioni hanno già dato la loro approvazione, tra cui Stati Uniti, Cina, Giappone e Russia. Con lo stesso spirito costruttivo che ha contraddistinto la fusione proposta sin dall'inizio, entrambe le società continueranno a collaborare con l'UE per fornire risposte alle loro domande e tutte le informazioni sui significativi benefici per i clienti, l’industria in Europa e ciascun Gruppo derivanti dalla fusione''.


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