Pubblicato il 21/10/20

TUTTO QUEL CHE RESTA È stato uno dei temi caldi della scorsa settimana senza Gp, l’indiscrezione sulla presunta polemica interna in casa Ferrari tra il team principal della scuderia di Maranello, Mattia Binotto, e il capo aerodinamico – già direttore tecnico dell’Alfa Romeo Racing tra il 2018 e il 2019 – Simone Resta. Un’indiscrezione lanciata da Alberto Sabbatini, che aveva raccolto e riportato voci di corridoio circa i rapporti sempre più tesi tra i due ingegneri del Cavallino. Notizia che ha poi ricevuto la classica smentita di rito da parte di un Resta che, dopo aver ricordato di essere tornato in Ferrari proprio per volere di Binotto, ha anche concesso un’intervista al settimanale Autosprint per illustrare la direzione tecnica in vista del 2021.

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GETTONI AL RETROTRENO La prima informazione è che, come vociferato da settimane, il Cavallino spenderà gli unici due gettoni a disposizione per le modifiche strutturali del telaio – regola introdotta al fine di ridurre i costi in seguito alla pandemia – per rifare il retrotreno: “Modificheremo la parte posteriore perché pensiamo che sia in quest’area che, nel 2021, ci sarà più margine di sviluppo tra telaio e aerodinamica. Inoltre, il retrotreno sarà influenzato dai regolamenti della Fia, che introdurrà nuove norme per ridurre il carico aerodinamico in modo da non stressare eccessivamente le gomme. Visto che ci saranno cambi al fondo che faranno perdere vari punti di downforce a tutti i team, sarà dunque importante provare a recuperarne quanti più possibile. Per questo crediamo che sia il posteriore la zona più importante su cui spendere i nostri gettoni”.

Simone Resta nel 2017, ai tempi della Ferrari

E IL MUSO STRETTO? Il fatto che i token saranno giocati per ridisegnare la zona posteriore della Ferrari 2021, implica che il tanto chiacchierato muso stretto che costituisce, almeno visivamente, la più grande differenza rispetto alle soluzioni adottate da Mercedes, prima, ma anche da Red Bull, Racing Point, Renault e McLaren, non ci sarà. Se la Ferrari avesse voluto infatti procedere con una nuova definizione di quell'area, avrebbe potuto spendere i gettoni che invece giocherà sul retrotreno oppure, in alternativa, avrebbe dovuto omologare la specifica (come fatto da McLaren) montandola in auto entro il Gp di Russia a Sochi. Ciò non toglie comunque la possibilità di studiare nuovi profili alari, pur mantenendo però la base dell'attuale struttura.

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CORPO E VESTITONon c’è libertà totale. Potremo – ha proseguito l’ingegnere Ferrari – sviluppare il motore senza limiti, ma ci sarà poi un congelamento nella prima gara del 2021 e non sarà più possibile toccarlo. L’aerodinamica, anche se libera, ovviamente è limitata dalla struttura che c’è sotto. Dobbiamo pensare all’aerodinamica come un vestito che deve essere indossato su un corpo e quindi le dimensioni del corpo sono importanti per la forma finale. Quindi, se il muso resterà lo stesso, dovrei comunque essere in grado di disegnare una nuova ala, anche se con un’autonomia creativa limitata. Tutti questi paletti mi inducono comunque a pensare che sarà ragionevolmente complicato recuperare in una sola stagione il gap che c’è adesso tra noi e i leader”.


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