Autore:
Simone Valtieri

POSSIBILI SCENARI Il passaggio dalla motorizzazione TAG-Heuer, ergo Renault, a quella Honda per il 2019 ha fatto storcere il naso a tanti. La situazione però tra il team Red Bull e l'azienda francese era ormai satura, serviva un cambiamento e l'unica opzione disponibile era quella di affidarsi per le Power Unit al colosso giapponese, che però non ha ben figurato nei precedenti quattro anni in Formula 1. Per il team austriaco di Dieter Mateschitz si è pensato anche a un futuro lontano dalla Formula 1, ma prima di qualsiasi ipotesi estrema, vanno considerati i tanti, tantissimi, punti a favore che il nuovo accoppiamento potrebbe generare.

BINOMIO PROMETTENTE In primis la Honda ha dimostrato la passata stagione, passata a collaborare con l'altra realtà della famiglia Red Bull, ovvero la Toro Rosso, dei progressi che inducono ottimismo nello staff di Milton Keynes. In più va detto che il budget e il know-how della Red Bull possono dare tanto alla Honda, e viceversa, soprattutto nella figura di Adrian Newey, che è stato descritto come "rivitalizzato" dalla nuova sfida.

GENIUS AT WORK Newey, il genio dei progettisti, autore anche lo scorso anno di una monoposto dall'aerodinamica vincente, lavorava da qualche anno part-time per il team, ma da quando è stato stretto l'accordo con Honda è tornato a dedicarsi anima e corpo al progetto. Ci sono poi i piloti, il fenomeno Max Verstappen e il promettente Pierre Gasly, in sostanza c'è tutto per poter far bene, se non da subito, entro il prossimo biennio.

AMBIENTE SALUTARE "Penso che dalla collaborazione tra Honda, Toro Rosso e Red Bull sia nato un ambiente di lavoro molto salutare" - ha spiegato il team principal Christian Horner - "Per questo motivo ci approcciamo con grande fiducia alla prossima stagione. Già lo scorso anno avremmo potuto lottare per il titolo se avessimo avuto il boost-extra che avevano i nostri contendenti in qualifica, avevamo prodotto il telaio migliore della nostra storia. Basta guardare agli altri team che usavano il nostro motore, c'era un abisso."

ENTUSIASMO RINNOVATO Ad aggiungere ottimismo alle parole di Horner, ci pensa il team manager Helmut Marko, spiegando l'entusiasmo con cui Newey ha approcciato il nuovo progetto: "Newey era molto interessato dalla sfida, se pensasse che con il nuovo motore non ci siano possibilità, non si impegnerebbe come ora. D'altra parte lui lavora per noi con un'indennità giornaliera. Da quando è stato all'Honda Development Center di Sakura a dicembre abbiamo trovato un modo per soddisfare le sue esigenze, e questo suo impegno è un valore aggiunto per la squadra. Lui riesce a vedere cosa funziona e cosa no anche senza avere i dati tecnici, e non ha neanche un computer nel suo ufficio, solo un grande tavolo da disegno... e tutto quello che ci disegna si dimostra corretto il 95% delle volte!"


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