Autore:
Simone Valtieri

FINALE AMARO Il matrimonio sportivo tra Red Bull e Renault si è sciolto al termine della stagione scorsa, con la casa austriaca che ha scelto di passare alle motorizzazioni Honda dal 2019 in poi, ma i sassolini dalle scarpe non hanno smesso di essere trovati e scagliati. Volano piatti, anzi, cerchioni tra Christian Horner, team principal della Red Bull, e Cyril Abiteboul, amministratore delegato della Renault. Il tema è sempre lo stesso: la competitività dei propulsori di Viry, inferiori a quelli di Ferrari e Mercedes da troppi anni a questa parte. 

CRITICHE REITERATE Per ovviare a questo problema nel 2017 la Red Bull aveva raggiunto un accordo di ribrandizazzione delle Power Unit, di fatto elaborate dalla TAG Heuer ma la base è sempre stata quella Renault e Horner, dopo aver criticato (lui ma anche altri uomini del team, come Marko, che nei giorni scorsi aveva lamentato lo scarso budget impiegato per la Formula 1 da Renault ed elogiato i motori Honda) la casa francese, ha lanciato la sua ultima critica dalle colonne di Autosport. "Indubbiamente i meriti vanno riconosciuti" - ha iniziato con un velo di buonismo - "In Messico ci hanno dato un motore in grado di vincere, così come in Austria e Cina."

SCARSO IMPEGNO "A Monaco invece siamo stati fortunati visto, senza MGU-K ci avrebbero sorpassati su qualsiasi altra pista" - ha proseguito Horner - "Ammiro tantissimo i ragazzi della Renault che lavorano nel garage e continuano a impegnarsi costantemente, tuttavia credo che siano rimasti delusi dalla mancanza di impegno della casa madre nei confronti di sviluppo e di affidabilità. Troppo spesso hanno riciclato pezzi tra un motore e l'altro, e questo ha compreomesso lo sviluppo chilometrico sui banchi di prova." 

GUERRA DI KILOWATT Non ha tardato ad arrivare la risposta di Cyril Abiteboul, che respinge al mittente le accuse circa la mancanza di impegno della sua azienda, ma soprattutto risponde a Marko, negando che la Power Unit Honda sia più potente di quella Renault di circa 40 kw, ossia quanto affermato dal manager austriaco. "Honda è ancora dietro di noi di circa 20 kilowatt, so cosa dico, alla Red Bull nascondono i fatti e manipolano i dati. Posso capire la loro strategia comunicativa ma se mi chiedete una schietta analisi delle prestazioni non posso che confermare che i motori Honda sono meno potenti, e per me vi resteranno anche nel 2019."


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