Nella fabbrica di Zwickau, in Sassonia, Volkswagen costruisce solo auto elettriche. Da oggi ospita anche un nuovo reparto dove le auto si smontano. Il gruppo tedesco ha inaugurato il suo primo «Circular Economy Hub», un polo dedicato allo smontaggio e al riciclo dei componenti, presentato come una possibile nuova attività per lo stabilimento. Il problema è che lo stabilimento stesso rischia di chiudere. Nei piani attuali non è prevista alcuna produzione di auto a Zwickau dopo il 2031.
Cento lavoratori per 4.100 auto l’anno
Secondo Volkswagen, 100 lavoratori sono stati riqualificati e dal 2027 smonteranno 4.100 veicoli all’anno. L’investimento previsto arriva fino a 90 milioni di euro, a cui si aggiungono 10,7 milioni promessi dal governo regionale. Il progetto è stato assegnato a Zwickau con l’obiettivo di garantire, nel lungo periodo, fino a 1.000 posti di lavoro.
Ottomila posti in bilico
Il nuovo polo arriva in un momento difficile per Volkswagen. Il gruppo ha perso il dominio che aveva in Cina da decenni e in Europa subisce la concorrenza crescente dei costruttori cinesi. Per reagire ha avviato un piano di tagli che prevede la riduzione di 100.000 posti di lavoro e la possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi. Zwickau è tra le fabbriche a rischio. Con il piano di ristrutturazione annunciato a luglio sono in bilico circa 8.000 posti, e gli spostamenti di produzione tra i diversi stabilimenti creeranno già dalla metà del 2026 una capacità produttiva in eccesso. Rispetto a questi numeri, il nuovo polo offre un sollievo limitato.
La questione è anche politica. In Sassonia l’industria dell’auto è legata a un posto di lavoro su quattro, e il governo regionale è sotto pressione per difenderla anche per il forte consenso di cui gode l’opposizione di estrema destra. Per il ministro regionale dell’Economia, Dirk Panter, il nuovo impianto dimostra che Volkswagen sta lavorando con dipendenti e territorio a soluzioni durature. «L’economia circolare dei componenti automobilistici apre nuove opportunità di business, crea valore aggiunto e offre prospettive di occupazione a lungo termine», ha dichiarato.
Per ora è un esperimento
Fonti interne all’azienda e osservatori del settore sentiti da Reuters sono però concordi nel dire che il riciclo, da solo, non basterà a salvare la fabbrica. Henning Wilts, ricercatore del Wuppertal Institute specializzato in economia circolare, parla di un esperimento la cui redditività resta da dimostrare. «È un progetto pilota che si lancia per vedere se è possibile farlo crescere e se l’investimento si ripaga abbastanza in fretta», ha spiegato. E ha aggiunto che il polo di Zwickau «non è certo la risposta a tutte le domande dell’industria automobilistica europea».
FONTE: Reuters
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



