Interessante la domanda che si sono posti ad Autoblog. Se le auto nuove sono davvero migliori che mai, perché i richiami di sicurezza continuano ad aumentare? Tanto da registrare livelli record? La risposta, come spesso accade, è più sfumata del paradosso che emerge a prima vista. Ed è interessante raccontarla anche perché vale sia negli Stati Uniti sia in Europa.
Negli Stati Uniti, dall’inizio del 2026 sono già stati richiamati più di 23 milioni di veicoli. Il dato è circa il doppio rispetto allo stesso periodo del 2025 e, mantenendo questo ritmo, potrebbe portare a superare il precedente risultato di 31,3 milioni di veicoli, raggiunto proprio nel 2025. Eppure diverse ricerche di mercato raccontano come la qualità delle auto nuove è migliorata in maniera significativa tanto che gli automobilisti sono sempre più soddisfatti (o quasi).
Com’è possibile?
Le auto nuove stanno davvero migliorando
La spiegazione più importante è anche la più semplice. Un richiamo non racconta necessariamente la qualità delle automobili che stanno uscendo oggi dalle fabbriche. Gli indicatori su cui si basano le ricerche di mercato sono uno strumento per misurare la qualità iniziale. Un richiamo, invece, può riguardare un’automobile costruita due, tre, quattro o anche dieci anni prima. Il problema può essere stato scoperto soltanto successivamente, magari dopo numerose segnalazioni, test o analisi interne del costruttore.
È quindi possibile che una casa automobilistica migliori sensibilmente i propri processi produttivi nel 2026 e contemporaneamente debba richiamare milioni di vetture prodotte negli anni precedenti. Non c’è necessariamente una contraddizione. Semplicemente, le due statistiche stanno osservando automobili diverse e momenti diversi della loro vita.
Cosa sta davvero cambiando rispetto al passato
C’è però un secondo elemento che rende il fenomeno molto più evidente rispetto al passato. Le automobili moderne condividono sempre più componenti, piattaforme, sistemi elettronici e software. Una soluzione tecnica sviluppata per un modello può essere utilizzata su molti altri veicoli dello stesso gruppo, e talvolta anche su marchi differenti.
Quando quella soluzione presenta un problema, quindi, il richiamo non rimane necessariamente circoscritto a un singolo modello.
Il caso più famoso è probabilmente quello degli airbag Takata. Negli Stati Uniti sono stati richiamati 42 milioni di veicoli equipaggiati con questi dispositivi, distribuiti tra 34 marchi e 19 costruttori. Un singolo problema a un componente è così diventato una delle più grandi campagne di richiamo nella storia dell’automobile. Lo stesso principio continua a essere visibile anche nelle auto più recenti. Il motore V6 biturbo di Toyota, per esempio, è condiviso da diversi modelli Toyota e Lexus. Il problema delle telecamere posteriori che ha portato al maxi-richiamo Stellantis interessa invece numerosi modelli dei marchi Chrysler, Dodge, Jeep e Ram.
La maggiore standardizzazione, quindi, può avere un effetto curioso. Ridurre il numero di componenti differenti può contribuire a migliorare la qualità e, allo stesso tempo, aumentare enormemente il numero di veicoli coinvolti quando un componente presenta un difetto. È una delle ragioni per cui il numero di automobili richiamate non può essere letto automaticamente come una fotografia della loro affidabilità.
A complicare ulteriormente il quadro è arrivata l’elettronica.
Le automobili moderne sono sistemi estremamente complessi, con un numero crescente di centraline, sensori, telecamere e milioni di righe di codice. Di conseguenza, alcuni richiami non riguardano più necessariamente un componente meccanico che rischia di rompersi, ma un comportamento del software che può compromettere una funzione di sicurezza. Un problema che può essere corretto attraverso un aggiornamento software over-the-air, senza necessariamente richiedere al proprietario di portare fisicamente l’auto in officina.
È un cambiamento importante rispetto al passato. Un aggiornamento software può essere distribuito contemporaneamente a un numero enorme di vetture e può trasformare un’anomalia digitale in un richiamo che, almeno statisticamente, coinvolge centinaia di migliaia o milioni di automobili.
Questo non significa che le auto siano necessariamente meno sicure. Anzi, in alcuni casi significa esattamente il contrario. Un problema può essere individuato e corretto prima che provochi un incidente o che il proprietario si accorga della sua esistenza.
C’è poi, ancora, un altro elemento. Secondo Frank Hanley di JD Power i costruttori stanno adottando strategie più proattive. Un problema conosciuto può essere oggetto di un richiamo prima che inizi a manifestarsi su larga scala tra i clienti. Anche questo contribuisce a creare una situazione apparentemente paradossale. Un’azienda che individua rapidamente un difetto e richiama preventivamente un grande numero di veicoli può produrre statistiche sui richiami peggiori rispetto a un costruttore che interviene soltanto dopo che il problema è diventato evidente.
Oggi, quindi, un richiamo non è necessariamente il segnale che un costruttore abbia prodotto milioni di auto difettose. Può anche essere il risultato di un sistema di controllo più attento e di una maggiore propensione a intervenire prima che un problema diventi più grave.
La situazione in Europa
La Germania, che rappresenta uno dei mercati più importanti e dispone di una delle banche dati più strutturate sui richiami, mostra un andamento diverso. Secondo i dati del Kraftfahrt-Bundesamt elaborati dall’ADAC, nel 2025 sono state registrate 676 campagne di richiamo, contro le 626 del 2024. Il numero di veicoli coinvolti, però, è sceso sensibilmente passando dai 2,84 milioni del 2024 ai circa 1,78 milioni del 2025, segnando una riduzione del 37%.
Il dato è interessante proprio perché impedisce di parlare semplicemente di una crescita globale e continua dei richiami. Il numero delle campagne può aumentare mentre diminuisce quello dei veicoli coinvolti. E può accadere anche il contrario con poche campagne particolarmente estese che possono portare milioni di automobili dentro una singola operazione. Il quadro europeo, quindi, non dimostra che i richiami siano destinati necessariamente a crescere ogni anno. Mostra piuttosto quanto sia difficile utilizzare il loro numero come indicatore diretto della qualità delle automobili.
Ed è per questo che la domanda iniziale diventa ancora più interessante. Il numero dei richiami non è, da solo, un termometro affidabile della qualità delle automobili. Come abbiamo visto i richiami raccontano anche quanto sono condivise le tecnologie, quanto velocemente vengono individuati i problemi, quanto sono complesse le vetture e quanto i costruttori sono disposti a intervenire preventivamente.
FONTI: Autoblog - autoservicepraxis.de
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.



