BMW guarda al futuro dei kart? In realtà è troppo presto per dirlo, ma la casa tedesca ci starebbe pensando grazie a un progetto che potrebbe cambiare il modo di vivere le divertenti gare indoor.
BMW, il brevetto per piste da kart virtuali
Come riportato dal magazine CarBuzz, BMW ha depositato un brevetto per un sistema che consentirebbe ai gestori dei circuiti di inserire nuovi tracciati e ostacoli senza intervenire fisicamente sulla pista (leggi la notizia su CarBuzz). Si tratta, per ora, di un'idea progettuale, non di un prodotto destinato necessariamente alla produzione. Il principio è utilizzare visori VR e tecnologie di posizionamento per trasformare l'esperienza di guida, pur mantenendo veri go-kart e una superficie stradale reale.

Occhiali intelligenti e precisione millimetrica
Il progetto punta a superare alcuni limiti delle piste tradizionali, dove lo spazio disponibile, la sicurezza e la visibilità per gli spettatori condizionano ogni modifica. Gli occhiali intelligenti mostrerebbero ai piloti una proiezione dei confini del circuito e degli ostacoli virtuali, mentre sensori distribuiti lungo il percorso servirebbero a individuare la posizione dei kart in ogni momento. Secondo il brevetto, la precisione potrebbe arrivare a 10 mm alle velocità tipiche di questi veicoli.
Il sistema saprebbe quando un pilota supera i limiti virtuali e potrebbe intervenire sulla frenata per simulare le conseguenze di un impatto. Le barriere fisiche resterebbero comunque presenti dove necessarie per mantenere i mezzi entro i limiti del tracciato e garantire la protezione dei partecipanti.
Percorsi dinamici e telemetria
Tra le possibilità descritte figurano modifiche al percorso anche durante una gara, con l'aggiunta di chicane e altri ostacoli visualizzati direttamente dagli occhiali. In questo modo, il gestore potrebbe proporre una pista diversa ogni giorno, adattando la difficoltà alle capacità dei piloti. Il sistema potrebbe anche correggere la traiettoria in caso di uscita dal percorso.

Per divertirsi al volante
L'obiettivo è rendere le competizioni più divertente e interessante, offrendo anche dati di telemetria più dettagliati. Resta fondamentale una distinzione: il circuito sarebbe virtuale, ma i mezzi e la velocità sono comunque reali. Il brevetto descrive quindi una soluzione che combina flessibilità digitale e guida fisica, per assicurare un coinvolgimento ancora più divertente, senza modificare realmente il tracciato.
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Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.





