Guida autonoma

Stellantis, Wayve e Uber insieme per portare i robotaxi di Livello 4 in Europa


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56 minuti fa - Un nuovo accordo non vincolante per i veicoli di Livello 4 in Europa.

Le tre aziende uniscono piattaforme, intelligenza artificiale e rete di mobilità per accelerare lo sviluppo dei robotaxi.

Sui robotaxi l’Europa fa sul serio. O almeno ci prova. Dopo che Apollo Go è stata la prima realtà a ottenere un permesso di Livello 4 in Svizzera, ora anche Stellantis (insieme a Wayve e Uber) hanno annunciato una partnership per esplorare congiuntamente lo sviluppo e la diffusione di robotaxi completamente autonomi, proprio quelli di Livello 4, su scala globale. L’annuncio segue quello sulla partecipazione a MOVE 2026 per la presentazione delle soluzioni in ambito connettività avanzata e piattaforme veicolo predisposte alla guida autonoma e l’altro accordo di Stellantis per i test di guida autonoma avviati in Lussemburgo insieme a Bolt e Pony.ai. L'intesa, formalizzata con un memorandum non vincolante, mette insieme tre competenze distinte: i veicoli predisposti alla guida autonoma di Stellantis, il software di intelligenza artificiale di Wayve e la rete di mobilità di Uber.

Cosa prevede l’accordo

Nel dettaglio, Stellantis si occuperà di progettare e produrre su scala industriale veicoli basati sulle piattaforme L4-Ready, dotate di sensori integrati e pensate fin dalla progettazione per sostenere un utilizzo intensivo senza conducente. Wayve fornirà invece il software di guida, sviluppato con un approccio end-to-end che secondo l'azienda non richiede mappature dettagliate città per città, permettendo così un'espansione più rapida ed economica anche in contesti molto diversi tra loro. Uber, infine, metterà a disposizione la propria rete per collegare gli utenti ai viaggi autonomi attraverso l'app, gestendo l'operatività su più mercati.

L'accordo si inserisce in un rapporto già esistente tra le tre aziende. Stellantis e Wayve avevano siglato a maggio un'intesa per integrare l'intelligenza artificiale nella piattaforma STLA AutoDrive, con l'obiettivo di offrire entro il 2028 una guida assistita a mani libere di Livello 2++. Wayve e Uber, invece, collaborano già per il lancio di corse autonome a Londra, Tokyo e altre dieci città nel mondo. Anche per la stessa Stellantis non è la prima volta che si trova a lavorare a soluzioni di guida autonoma di Livello 4 insieme a Uber.

Secondo Ned Curic, Chief Engineering and Technology Officer di Stellantis, la collaborazione punta a unire le piattaforme L4-Ready del gruppo con l'intelligenza artificiale adattiva di Wayve e la rete globale di Uber per accelerare la diffusione di veicoli autonomi pensati per le esigenze reali dei clienti. Dal lato di Wayve, Kaity Fischer, VP Commercial & Operations dell'azienda, ha descritto l'intesa come un segnale della convergenza del settore verso la tecnologia di Wayve per scalare i veicoli autonomi a livello globale. Per Uber, Sarfraz Maredia, a capo della divisione Autonomous Mobility & Delivery, ha sottolineato l'importanza di combinare veicoli, tecnologia e piattaforma in modo integrato.

Il memorandum stabilisce solo il quadro per futuri accordi su sviluppo tecnologico, licenze, produzione e acquisto di veicoli, senza fissare per il momento una data di lancio commerciale né un numero di veicoli coinvolti. Le tre aziende prevedono di lavorare insieme su integrazione, test, validazione e implementazione, con l'obiettivo di portare i servizi di mobilità autonoma in Europa, Nord America e anche in altri Paesi del mondo.

Questo annuncio mostra, al netto di tutti i dettagli che dovranno essere definiti in futuro, come Stellantis stia provando a presidiare il settore dei robotaxi per evitare di rimanere esclusa. Sono già diverse le partnership sulla guida autonoma che il Gruppo sta siglando, a conferma dell’interesse per un settore che, almeno stando alle più recenti previsioni, potrebbe rivoluzionare la mobilità del Vecchio Continente.

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 17/06/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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