Se pensi a una Rolls-Royce, probabilmente ti vengono in mente il silenzio a bordo, il comfort esagerato e quel senso di imponenza che poche altre auto riescono a trasmetterti. Ma c’è un aspetto che spesso diamo per scontato: la capacità di trasformare un abitacolo in una galleria d’arte. Ed è esattamente quello che hanno fatto a Goodwood, portando alla London Craft Week alcune nuove tecniche di lavorazione artigianale che lasciano sbalorditi.
Il concetto di base è semplice, ma realizzarlo è un altro paio di maniche. Gli uomini del Bespoke Collective (quelli che realizzano i desideri più folli dei clienti) sono andati a ripescare tecniche del diciassettesimo secolo per capire come applicarle sulle superfici di una Phantom moderna. Il risultato? Un mix tra tecnologia laser e colpi di scalpello fatti a mano che ridefinisce il concetto di lusso.
Quando la pelle diventa una scultura
Dimentica il classico sedile in nappa. Qui parliamo della Legacy Craft: Inspired by Still Life. L’ispirazione arriva direttamente dalle nature morte olandesi del ‘600. Gli artigiani del reparto Interior Trim hanno ricreato una composizione di fiori e frutta in tre dimensioni.
Ti faccio qualche numero per farti capire di cosa stiamo parlando: le ortensie che vedi nella gallery della Phantom sono composte da 50 fiori singoli. Ognuno di questi è stato scolpito a mano nella pelle e poi dipinto con un pennellino sottilissimo, sfumando il rosa dal centro verso l’esterno.
Le foglie? Sono realizzate con una nuova tecnica di ricamo 3D (la chiamano Sphinx Moth). E se guardi il melograno, i semi sono 76 perline cucite singolarmente a mano per imitare la trasparenza del frutto vero. In totale, per finire questo pezzetto di cruscotto, ci sono volute più di 250 ore di lavoro manuale. Roba da perderci la vista.
Metallo e legno: precisione millimetrica
L’altro esercizio di stile si chiama Legacy Craft: Inspired by The Draught. Qui il gioco si fa ancora più tecnico. Si parte dal legno di eucalipto affumicato, tagliato al laser per creare una base sfaccettata, e ci si aggiungono inserti in ottone.
Il pezzo forte è il fiore centrale: cinque strati di ottone tagliati con un getto d’acqua ad alta pressione. Ma il bello arriva dopo: ogni petalo è inciso a mano con più di 50 linee larghe appena 0,2 millimetri. Praticamente meno di un capello.
L’idea è quella di mostrare il passaggio dalala bozza (il ''draught'', appunto) all'oggetto finito, mescolando motivi geometrici del periodo elisabettiano con la precisione della meccanica moderna.
L’uomo e la macchina vanno a braccetto
La cosa interessante, che Phil Fabre de la Grange (il capo del Bespoke) ci tiene a sottolineare, è che non si tratta di una sfida tra artigianato e tecnologia. Anzi. Qui il laser e i getti d'acqua servono a ottenere geometrie che nessuna mano umana potrebbe mai replicare con la stessa costanza. Poi però interviene l'uomo, con il pennello o l'ago, per dare un’anima al pezzo.
Se ti capita di passare per Londra tra l'11 e il 17 maggio, queste meraviglie sono esposte nel salone Rolls-Royce di Mayfair in occasione della London Craft Week. Magari non le vedremo su tutte le auto di serie (se di serie si può parlare quando entrano in gioco le Rolls), ma ti danno un'idea di fin dove può spingersi l'ossessione per il dettaglio quando non hai limiti di budget.
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.























