Rolls ha deciso (ed è l'ennesima volta) che fare auto non basta. Bisogna fare arte con quattro ruote, darle un nome di uccellino francese, ricoprire l'abitacolo di 10.500 stelle in fibra ottica disposte secondo l'analisi dell'onda sonora del canto di un usignolo e poi - dettaglio non secondario - scegliere personalmente chi ha il privilegio di sborsare 7 milioni di sterline per averla.

Benvenuti nel Project Nightingale, prima espressione della Coachbuild Collection: una decapottabile elettrica a due posti lunga quanto una Phantom, ispirata alle sperimentali ''EX'' degli anni Venti, verniciata in Côte d'Azur Blue con scaglie rosse che appaiono solo con la luce giusta. Come certi caratteri, si rivelano solo a chi sa guardare.

La carrozzeria è un esercizio di astinenza ornamentale di rara violenza: niente spoiler, niente scarichi (elettrica, va da sé), niente fronzoli. Solo superfici che sembrano scavate da un unico blocco di materiale, fasce in acciaio inox lucido che corrono da faro a faro, e ruote da 24 pollici ispirate alle eliche di uno yacht viste da sott'acqua. Il tetto in cashmere e compositi tecnici lascia passare il rumore della pioggia, ma non quello del motore. Il motore, del resto, non fa rumore.
Dentro, il bracciolo scivola all'indietro da solo quando si apre la portiera, rivelando il controller della Spirit of Ecstasy. I controlli totali sono cinque. Cinque. In un'epoca in cui le auto hanno più tasti di un organo da cattedrale, Rolls-Royce ne mette cinque e li chiama gioielleria.

Cento esemplari. Consegne dal 2028. Prezzo base 8 milioni di euro, destinato a salire con le personalizzazioni. E soprattutto: non si compra. Si viene scelti. Rolls-Royce decide chi merita di avere una Nightingale, con buona pace di chiunque pensasse che i soldi aprissero qualsiasi porta.
Alcune porte, evidentemente, le apre solo il gusto.












