Rolls‑Royce è da quando esiste, che ha deciso che la normalità non è di sua competenza, ma con Phantom Arabesque ha ufficialmente varcato il confine tra carrozzeria e arte sacra.
Commissionata dal Private Office di Dubai (l'avresti mai detto?), questa one‑off sfoggia il primo cofano al mondo inciso al laser, un vezzo che a Goodwood hanno perfezionato in soli cinque anni di esperimenti, prove, fallimenti e probabilmente qualche tè bevuto con mano tremante.

Il pattern scelto è quello della mashrabiya, la celebre griglia architettonica mediorientale che filtra luce, aria e sguardi.
Qui però la mashrabiya non serve a rinfrescare il palazzo di un emiro, bensì a trasformare il cofano della Phantom in un bassorilievo da 145–190 micron, inciso con una precisione “laser‑sharp” che puoi tradurre anche con ''se sbagli di un capello butti via un cofano da appartamento in centro''.

La carrozzeria è un two‑tone Diamond Black + Silver, la coachline è dipinta a mano con lo stesso motivo geometrico, la Pantheon Grille è illuminata, lo Spirit of Ecstasy pure e i cerchi da 22 pollici fanno da cornice a un autentico monumento viaggiante alla cultura araba.

Dentro, marqueterie in Blackwood e Bolivar, pelle Selby Grey, Starlight Doors e ricami mashrabiya ovunque, perché la coerenza è importante, quando il conto finale ha più zeri di un codice IBAN.

Risultato: una Phantom che non si limita a essere un’auto, ma un manifesto di artigianato futurista, un esercizio di stile che apre la strada a nuove tecniche Rolls‑Royce.
Soprattutto, un oggetto che finirà in un garage dove probabilmente nessuno oserà mai toccare quel cofano con un dito.









