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Distributori sempre più green: bonus fino a 60 mila euro per passare all'elettrico


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52 minuti fa - Riforma carburanti: bonus fino a 60.000 euro per le stazioni di ricarica

La riforma dei carburanti accelera la diffusione delle colonnine di ricarica

Se ne discute da anni ma adesso la riforma carburanti è stata inserita all'interno della bozza della nuova Legge Concorrenza. Pare che il testo sarà discusso entro la fine del mese di luglio all'interno di un Consiglio dei Ministri. Non solo riforma della distribuzione carburanti, ma pure revisione delle assicurazioni RC Auto e stretta sul telemarketing nel settore delle telecomunicazioni. Questi sono i principali assi portati del nuovo DDL.

Abbiamo avuto modo di leggere la bozza da cui emerge una novità interessante che riguarda la mobilità elettrica e in particolare la riconversione delle vecchie stazioni di servizio in hub per la ricarica. Ovviamente non sappiamo se quanto letto nell'ultima bozza arriverà in Consiglio dei Ministri senza modifiche. In ogni caso, vediamo come vorrebbe fare il Governo.

Distributori più green, arrivano gli incentivi per chi si converte

A partire dal 2028 per operare gli impianti dovranno distribuire non solo benzina e diesel ma anche carburanti alternativi. La transizione green sarà però effettuata grazie all'aiuto dello Stato che ha predisposto appositi incentivi. Nella bozza del DDL possiamo leggere:

Al fine di accelerare la transizione dei trasporti stradali verso la decarbonizzazione, ai titolari di impianti stradali di distribuzione carburanti di benzina e gasolio, e di GPL e metano se insistenti nei centri abitati come definiti dall’articolo 3, comma 1, n. 8) del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285, per uso autotrazione aperti al pubblico, che convertono i propri impianti, entro il 31 dicembre 2028, in stazioni dedicate alla ricarica di veicoli elettrici con potenza pari o superiore a 90 kilowatt per singola infrastruttura, ovvero alla distribuzione di biocarburanti, liquidi o gassosi, è riconosciuto, per gli anni 2028, 2029,2030, nel limite di 37 milioni di euro per ciascuno degli anni 2028 e 2029 e di 38 milioni di euro per l’anno 2030, a valere sulle risorse del Fondo di cui al comma 9, un contributo finalizzato alla dismissione dell’impianto e alla correlata apertura della stazione di ricarica.

Insomma, per trasformare la stazione di servizio in un hub per la ricarica o per distribuire biocarburanti è previsto un incentivo. Quanto? Il contributo è riconosciuto nella misura massima del 50% delle spese sostenute, fino a un importo massimo di 60.000 euro.

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Quali spese permetterà di coprire questo bonus che lo Stato intende offrire? Lo chiarisce sempre il testo del decreto legge.

Sono ammissibili a contributo le spese per gli interventi di dismissione e quelli per l’installazione delle infrastrutture di ricarica e delle relative opere di connessione alla rete elettrica, ivi compresi le cabine elettriche di immissione e prelievo e gli impianti di accumulo asserviti ai dispositivi di ricarica e i relativi cavidotti o elettrodotti, nonché quelli per l’installazione dell’impianto di distribuzione di biocarburanti, liquidi o gassosi.

Attenzione che come si può leggere, per gli impianti nelle Aree interne, il contributo è riconosciuto solo se si aggiunge una ricarica elettrica o un impianto di biocarburanti senza eliminare i carburanti tradizionali.

Per gli impianti insistenti nei territori della Strategia Nazionale delle Aree interne, il contribuito è fruibile unicamente per l’installazione, nel medesimo impianto, in aggiunta alla distribuzione di benzina, gasolio, GPL o metano, di una infrastruttura di ricarica elettrica o di un impianto di distribuzione di biocarburanti, liquidi o gassosi. In tal caso l’importo massimo del contributo riconosciuto è di 30.000 euro.

Per la transizione green delle stazioni di servizio, lo Stato italiano investirà 112 milioni di euro in 3 anni (37 milioni nel 2028 e 2029 e 38 milioni nel 2030)

Più colonnine nelle stazioni di servizio

A decorrere dal 1° gennaio 2028 non possono essere rilasciate autorizzazioni per impianti che non prevedano la distribuzione di almeno un vettore energetico per autotrazione alternativo ai combustibili fossili come definiti dall’articolo 2, numero 4), del regolamento (UE) 2023/1804 del Parlamento europeo e del Consiglio, del 13 settembre 2023, sulla realizzazione di un’infrastruttura per i combustibili alternativi.

La nuova normativa non obbliga ad avere un punto di ricarica nelle stazioni di servizio ma la presenza diventa molto probabile dato che dal 2028 dovranno offrire almeno un carburante alternativo.

Chi paga?

Già perché in Italia trovare le coperture finanziarie è sempre un problema. A quanto riporta il testo, i soldi arriveranno dai proventi delle aste 2026 delle quote di emissione di CO2. Complessivamente saranno investiti 40 milioni di euro (per i vari bonus previsti)  per ciascuno degli anni dal 2028 al 2030. Chi effettuerà la trasformazione del proprio impianto avrà diritto anche a un bonus volumetrico del 10 per cento, fermo restando il rispetto delle disposizioni in materia di distanze minime tra edifici e distanze minime di protezione del nastro stradale.

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Pubblicato da Filippo Vendrame, 14/07/2026
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Filippo Vendrame
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).

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