Nel mondo in cui ogni SUV monta più telecamere di un centro commerciale, il vero tallone d’Achille resta sempre lo stesso: quando cala il sole, cala anche la qualità dell’immagine.
C'è tuttavia chi, prendi Mercedes, ora sembra aver trovato un modo per aggirare il limite fisico della luce. E non con l’ennesimo sensore “più luminoso”, ma cambiando proprio il metodo di cattura.

Ci segnala Autoblog che un brevetto Mercedes depositato negli Stati Uniti descrive una camera capace di alternare in rapidissima sequenza tre modalità:
- immagine a colori;
- esposizioni differenziate per gestire abbagli e zone d’ombra;
- infrarosso per il buio quasi totale.
Il trucco è la velocità: il driver vede un unico flusso video, ma in realtà il software sta fondendo fotogrammi diversissimi tra loro, per ricostruire una scena più leggibile di quanto consentirebbe un singolo sensore.
Il risultato è una telecamera che “vede” più di quanto dovrebbe, senza aggiungere fari supplementari o hardware esotici.
Un vantaggio non solo per le retrocamere, ma anche per i sistemi di monitoraggio interno e per tutte quelle funzioni ADAS che, di notte, hanno bisogno di certezze, più che di pixel.

Resta un unico problema: il brevetto fu depositato da Mercedes due anni fa. Non è che lo hanno messo in un cassetto a fare polvere, e se ne sono dimenticati?
Chissà, forse leggendo questo articolo, a qualcuno dalle parti di Stoccarda tornerà la voglia di metterlo a punto e di montarlo sull'erede di Mercedes Classe A.
Fonte: autoblog.com




