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Mazda, la tecnologia Skyactiv-Z arriverà anche sul sei cilindri


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40 minuti fa - La CX-5 ibrida sarà la prima a utilizzarlo.

Il nuovo benzina arriva nel 2027 sulla CX-5 ibrida. Per CX-60 e CX-80 l’ibrido Mazda è ancora in fase di valutazione.
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Mazda non ha alcuna intenzione di abbandonare il motore a combustione. Anzi. Il nuovo motore benzina Skyactiv-Z non resterà confinato ai quattro cilindri. Le sue tecnologie di combustione verranno estese al sei cilindri in linea, e la Casa di Hiroshima valuta di applicarle perfino al motore rotativo. Lo si legge nel Rapporto integrato 2026, il documento annuale rivolto a investitori e partner. Qui, nella tabella in cui il direttore tecnico Ryuichi Umeshita riassume la strada di Mazda verso l’elettrificazione, accanto allo Skyactiv-Z ci sono due indicazioni. La prima riguarda il sei cilindri in linea, su cui le tecnologie di miglioramento della combustione verranno estese. La seconda riguarda il rotativo, per cui l’impiego è in fase di valutazione.

Il debutto sulla CX-5 ibrida

Il debutto dello Skyactiv-Z resta fissato per il 2027 sulla versione ibrida della nuova Mazda CX-5. Il nuovo motore benzina, che secondo Mazda migliora nettamente l’efficienza grazie alla combustione, lavorerà con un sistema ibrido sviluppato internamente. Mazda la definisce un’ibrida pensata per il piacere di guida. Promette consumi bassi, ma anche un’auto silenziosa e fluida in città, decisa in autostrada e coinvolgente tra le curve. Il rapporto anticipa che l’offerta ibrida salirà a quattro modelli, senza dire quali. Per le Mazda più grandi il discorso è più prudente. Nella tabella CX-60, CX-70, CX-80 e CX-90 compaiono come possibili destinatarie delle tecnologie chiave dell’ibrido Mazda, ma solo «in valutazione».

Perché Mazda punta ancora sul termico

La spiegazione sta nella cosiddetta strategia multi-soluzione. Mazda considera gli anni fino al 2030 come l’alba dell’elettrificazione. Visto lo stato delle infrastrutture di ricarica in molti mercati, ritiene che un motore termico ad alta efficienza resti indispensabile per ibride e plug-in, e quindi una scelta importante anche in futuro.

L’elettrico, intanto, procede su due binari. Il primo è la collaborazione con Changan, che ha già dato vita a Mazda 6e e CX-6e. I modelli sviluppati con il partner cinese sono quattro, compresi quelli già in commercio, e arriveranno progressivamente in Cina, in Europa e negli altri mercati dove l’elettrico avanza più in fretta. La tabella conferma che le gemelle cinesi EZ-6 ed EZ-60 esistono anche in versione plug-in, mentre 6e e CX-6e sono solo elettriche. Il secondo binario è una piattaforma elettrica dedicata, sviluppata in proprio e di cui il rapporto non indica le tempistiche. Grazie alle collaborazioni e alla condivisione delle tecnologie, Mazda stima di ridurre del 50% le ore di sviluppo e del 40% gli investimenti rispetto ai metodi tradizionali.

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Daniele Di Geronimo
Daniele Di Geronimo
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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