Economia circolare

Non solo auto: i marchi ora fanno soldi con la raccolta differenziata


Avatar di Lorenzo Centenari, il 19/02/26

2 ore fa - Riciclo, rigenero, fatturo. Benefici eco, ma anche business strategico

Riciclo, rigenero, fatturo. Benefici ambientali, ma anche business strategico. L'ultimo annuncio è di Toyota. Le altre "big"

Dalla pattumiera al business plan. Perché il riciclo rende il mondo un posto più pulito. E poi, perché il riciclo rende. Punto.

La notizia di oggi è che Toyota inaugura in Polonia la sua seconda Circular Factory, 25.000 metri quadri dedicati a smontare, rigenerare e rimettere in circolo circa 20.000 veicoli a fine vita ogni anno.

Un tempo, sarebbe stata roba da convegni sul riciclo. Oggi è business strategico, con tanto di piani industriali e proiezioni miliardarie.

Nuova Circular Factory Toyota a Walbrzych, in PoloniaNuova Circular Factory Toyota a Walbrzych, in Polonia

E Toyota, che già nel 2025 aveva aperto la prima fabbrica circolare a Burnaston, nel Regno Unito, adesso accelera: batterie, ruote, rame, acciaio, alluminio, plastica… tutto torna utile, tutto torna in produzione.

Ma Toyota non è affatto un caso isolato. Il settore del riciclo batterie sta passando da nicchia eco-chic a industria pesante: secondo McKinsey, i ricavi globali della filiera passeranno da 2,5 miliardi di dollari a 70 miliardi l’anno entro il 2040. Una crescita che non si vedeva dai tempi in cui tutti volevano aprire una startup di food delivery.

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BMW, per dire, smonta i suoi EV come fossero Lego Technic: ogni pezzo catalogato, ogni materiale recuperato, ogni cella di batteria spremuta fino all’ultimo ione. L’obiettivo è chiaro: ridurre la dipendenza da materie prime “vergini” e trasformare l’auto a fine vita in una miniera urbana.

BMW è pioniere nel riciclo diretto delle celle batterieBMW è pioniere nel riciclo diretto delle celle batterie

Stellantis, dal canto suo, ha fatto della circolarità una business unit con tanto di target: 2 miliardi di euro di ricavi dal riciclo entro il 2030. L’Hub Sustainera di Mirafiori macina motori, cambi e materiali recuperati come se fosse un centro di raccolta differenziata. Ma col margine operativo di un’azienda tech.

Renault non sta a guardare: la Re‑Factory di Flins è già un laboratorio industriale dove rigenerare, riutilizzare e riciclare è routine quotidiana. Perché quando il mercato promette numeri del genere, la sostenibilità smette di essere un capitolo del bilancio e diventa ''il'' bilancio.

Anche Renault investe forte nel ricicloAnche Renault investe forte nel riciclo

Morale: la circolarità non è più la foglia di fico verde da mettere nella brochure aziendale, ma un pezzo centrale della catena del valore. Meno estrazione, più recupero, filiere più corte e – soprattutto – un nuovo modo di fare industria.

Toyota lo chiama “abilitatore della neutralità carbonica”. Gli altri lo chiamano “opportunità”. In ogni caso, il cerchio si chiude. E i conti tornano.

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Pubblicato da Lorenzo Centenari, 19/02/2026
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