Ammettiamolo, vedere una Lotus sotto forma di una gigantesca berlina elettrica fino a pochi anni fa avrebbe fatto gridare al delitto di lesa maestà chiunque, anche i meno esperti di automobili. Una cinque porte (ha il portellone posteriore elettrico), lunga oltre cinque metri e che supera abbondantemente le due tonnellate poteva sembrare quasi una provocazione.
Sportiva inglese, ma che guarda al futuro
Il marchio inglese (guarda la homepage di Lotus), oggi di proprietà del colosso cinese Geely, ha costruito la sua leggenda su sportive leggere, essenziali, quasi minimaliste nel rapporto tra uomo e macchina. E invece oggi parlo della nuova Emeya 600 Sport SE, una maxi berlina, tecnologica e grande, molto grande. Ma che mi ha stupito tanto, in senso positivo, of course… Sapete perché? Riesce comunque a essere una Lotus, anche se costruita all’ombra della Grande Muraglia.
Certo, il concetto è completamente diverso rispetto al passato. Qui trovi lusso, display, comfort e una piattaforma BEV ad altissime prestazioni. Ma appena inizi a guidarla capisci che gli ingegneri del marchio britannico non hanno dimenticato cosa significhi creare una sportiva, anche senza pistoni o cambio. Il tutto, ovviamente, con le debite proporzioni.
- Lotus Emeya 600 Sport SE: design
- Lotus Emeya 600 Sport SE: interni
- Lotus Emeya 600 Sport SE: infotainment e ADAS
- Lotus Emeya 600 Sport SE: scheda tecnica
- Lotus Emeya 600 Sport SE: powertrain e dinamica
- Lotus Emeya 600 Sport SE: prezzo

UNA GT CHE CATTURA LO SGUARDO
La prima cosa che colpisce è la presenza scenica. La Emeya ha linee tese, superfici pulite e dettagli aerodinamici ovunque. Il design è futuristico ma non esagerato, e riesce a mescolare eleganza da ammiraglia e aggressività da supercar.
Il frontale basso e affilato, i fari a LED che sembrano delle lame, le prese d’aria attive e il posteriore molto largo con l’ala estraibile per incrementare il drag raccontano chiaramente che questa Lotus non nasce solo per fare scena davanti a un hotel di lusso o sul lungomare alla moda. Nasce per andare forte davvero.

Bilanciamento estetico
Dal vivo appare più equilibrata di quanto dicano i 5,14 metri della scheda tecnica, merito di proporzioni ben studiate e di un lavoro in galleria del vento impressionante. È una maxi berlina che strizza l’occhio ai flussi aerodinamici e non potrebbe essere diversamente essendo una BEV.
E poi c’è quel dettaglio fondamentale: pur essendo una lussuosa elettrica taglia XL, mantiene un’identità forte che vuole elevarla sulle rivali.

LUSSO HI-TECH E SPORTIVO
Aprendo la porta trovo un ambiente diametralmente opposto alle Lotus tradizionali. L’abitacolo è ampio e luminoso, raffinato, tecnologico e ricchissimo di dettagli premium. Materiali morbidi, pellami, inserti curati come le finiture di fibra di carbonio o le fini lavorazioni in metallo dei comandi sul volante, per un’impostazione molto moderna, trasformano la Emeya in una vera granturismo di rappresentanza.
I sedili anatomici sono uno dei punti forti: avvolgenti quando inizi a spingere, ma comodissimi anche nei lunghi trasferimenti. Hanno tutte le funzioni elettriche desiderabili su un’auto del genere, inutile soffermarsi. E considerando che lei nasce anche per divorare chilometri in silenzio assoluto, è un aspetto fondamentale.

Spazio al comfort
Dietro si viaggia davvero bene, con tanto spazio per gambe e spalle e un pavimento piatto che regala centimetri ai piedi. Ma anche la capacità del bagagliaio convince per una berlina così sportiva: sono 509/1.388 litri a cui si aggiungono i 46 litri del frunk anteriore. Un volume più che sufficiente per affrontare senza problemi un weekend lungo o un viaggio in famiglia.

La sensazione generale è quella di essere dentro un’auto molto moderna, ma senza quell’effetto “freddo” che spesso accompagna certe elettriche premium.
DIGITALE, VELOCISSIMO E (QUASI) FACILE
Davanti agli occhi si accende un ecosistema tecnologico estremamente sofisticato. Il (molto) sottile display digitale lato guidatore da 12,6” si abbina a quello per il passeggero della stessa misura e al maxi head-up display che proietta tutte le info di guida su un’area di 51”. Al centro c’è il grande schermo del sistema multimediale da 15,1” con tecnologia OLED, il tutto progettato per essere rapido e abbastanza intuitivo.

Sistema operativo evoluto
L’interfaccia del sistema infotainment è moderna, fluida e ben organizzata. Il sistema operativo Lotus Hyper-OS sfrutta tutto il potenziale della connettività 5G con aggiornamenti Over-the-Air, ed è compatibile con Apple CarPlay e Android Auto wireless. Ci sono navigazione evoluta, gestione energetica, connessione smartphone, doppia piastra di ricarica per lo smartphone e controlli dinamici dell’auto che convivono senza creare sovrapposizioni.
Mi piace soprattutto il modo in cui Lotus ha cercato di mantenere un certo equilibrio tra tecnologia e guida: gli schermi ci sono, eccome, ma non trasformano l’esperienza in qualcosa di troppo artificiale. Anzi, trovo anche alcuni comandi fisici come quelli del clima e di alcune regolazioni dell’auto sul tunnel centrale.
Anche il pacchetto ADAS è completo e molto evoluto. Cruise control adattivo, mantenimento corsia, monitoraggio traffico e assistenza alla guida lavorano bene senza risultare troppo invasivi. Potete aggiungere un pacchetto più evoluto con sistema LiDAR, che somma aiuti più efficaci in autostrada e l’assistenza alla sterzata di emergenza. Lato sicurezza, trovo tanta qualità, che è fondamentale su un’auto che vuole essere sì sportiva, ma anche una grande viaggiatrice.

SCHEDA TECNICA
| Motore | 2 elettrici |
| Potenza max | 612 CV |
| Coppia max | 710 Nm |
| Acc 0-100 km/h - Velocità | 4,15 sec. - 250 km/h |
| Trazione | integrale |
| Dimensioni | 5,14 x 2,00 x 1,46 m |
| Batteria - ricarica | 102 kWh - CC fino a 480 kW |
| Autonomia WLTP | 500/580 km km |
| Prezzo | da 134.790 euro |

IL BELLO ARRIVA GUIDANDO
Sotto la carrozzeria della Emeya 600 Sport SE troviamo una configurazione a doppio motore che sviluppa ben 612 CV e 710 Nm di coppia. Numeri enormi, che permettono a questa berlina di scattare da 0 a 100 orari in 4,15 secondi e raggiungere i 250 km/h con una facilità quasi irreale.
La versione più estrema, la Emeya 900, spinge il concetto ancora oltre con tre motori e 918 CV di potenza, ma già questa 600 Sport SE basta e avanza per capire il livello raggiunto dalla piattaforma Lotus.
L’architettura a 800V supporta la grande batteria da 102 kWh, che alimenta il sistema e garantisce un’autonomia di 490-570 km nel ciclo WLTP. Un dato molto interessante considerando peso, prestazioni e dimensioni della vettura.
E poi c’è il tema ricarica. La Emeya supporta cicli ultra-fast in corrente continua fino a 480 kW, permettendo un recupero di elettricità dal 10% all’80% in soli 15 minuti. Nella vita reale significa fermarsi pochi minuti per recuperare centinaia di chilometri. Ma ora basta numeri. Perché il bello della Emeya inizia davvero appena premi il pedale destro.

Più agile del previsto
Con 600 CV abbondanti a tua disposizione la spinta è brutale, immediata, quasi violenta nei primi metri. Ma quello che mi sorprende di più è come questa Lotus riesca a nascondere la sua massa. Perché sì, parliamo di un’auto da oltre 2.550 kg, eppure sul dritto sembra molto più leggera. Prende velocità rapidamente e allunga con vigore fino ai limiti ammessi sulle nostre strade. Le quattro modalità di guida, tutte personalizzabili, tracciano il suo carattere da più mansueto a più atletico, ma la sua energia resta sempre percepibile al volante.
Semmai, su percorsi guidati, non può nascondere del tutto il peso, anche se ci riesce abbastanza bene. Lo sterzo è preciso, diretto, comunicativo. Non nervoso, ma sempre rapido nel trasmettere ciò che succede sotto le ruote. E se riesce a mantenere questa precisione senza compromettere il comfort, un bell’aiuto viene dalle barre antirollio attive edall’asse posteriore sterzante, che regalano una dose di feeling aggiuntivo.

Tecnologia al servizio della guida
Il piacere di guida è autentico. Non nel senso “analogico” delle vecchie Lotus, ovviamente, ma in una chiave nuova, moderna, elettrica. La Emeya cambia direzione in modo naturale e scarica tutta la sua potenza in maniera tanto energica quanto controllabile. E le sospensioni a controllo elettronico con ammortizzatori adattivi sanno accarezzare le strade più rovinate smorzando colpi e vibrazioni, come sostenere l’auto nelle curve in appoggio, mantenendo l’assetto il più “piatto” possibile.
La sportività c’è tutta, ma senza rinunciare alla capacità di trasformarsi in una silenziosa berlina da viaggio quando serve.
Consumo medio? Ragionevole
Cosa chiede in cambio? Date le dimensioni e la mole serve un po’ di occhio in città e nelle manovre, oppure sulle strade più strette. Non è un fuscello e la guida deve essere un pizzico più attenta. Ma nel complesso il lavoro fatto da Lotus è impressionante. I consumi? Messe sul piatto tutte le caratteristiche di questa Emeya, mi aspettavo peggio dei 23,1 kWh/100 km di media misurati dal computer di bordo. Un valore interessante per una berlina GT del genere.

ESCLUSIVA COME POCHE ALTRE
Chiudo con il capitolo economico. La nuova Emeya 600 Sport SE parte da un prezzo di 134.790 euro, posizionandosi nel cuore del segmento premium elettrico ad alte prestazioni. Ma attenzione, poiché la protagonista del test aggiunge un po’ di optional come il pacchetto carbonio interno o i costosi specchietti esterni con telecamera (secondo me poco pratici), che fanno lievitare il conto a oltre 150.000 euro.
Tanti soldi? Sì. Ma dopo averla guidata capisci che questa non è semplicemente una berlina elettrica veloce. È il modo con cui Lotus ha deciso di reinterpretare sé stessa per il futuro. E sinceramente, dopo questo giro, la sensazione è che la direzione sia interessante anche se prende una strada del tutto diversa dal concetto originale del fondatore Colin Chapman. Voi cosa ne pensate?
Auto o moto, per lui non fa alcuna differenza: adora entrambe. Una vita spesa a Motociclismo ed Automobilismo, Alessandro passa dalle due alle quattro ruote con disinvoltura disarmante. La sua esperienza come tester di motociclette ne fa un punto di riferimento tecnico. Ma quando è il momento di scrivere, sa come rivolgersi anche alla casalinga di Voghera. Cresciuto nell’esempio del padre e maturato a suon di ginocchia grattugiate da cadute in moto, trascorre il tempo libero con la moglie Sara e i figli Federico e Niccolò, ai quali non perde occasione di insegnare la sacra filosofia dei motori e dello sport.














