L'auto americana (che forse non conosci) più costosa di sempre
Auto storiche

L'auto americana (che forse non conosci) più costosa di sempre


Avatar di Emanuele Colombo,

31 minuti fa - 43 milioni per la Shelby Daytona Coupe: è l'americana più costosa di sempre

Una Shelby Cobra Daytona Coupe del 1964 è stata battuta all'asta per quasi 43 milioni di dollari: scoprine storia e scheda tecnica
MotorBox, prima di tutti gli altri

Alla Monterey Car Week siamo abituati a vedere auto da sogno cambiare proprietario nel giro di pochi battiti di martello, accompagnate da cifre con molti zeri. Durante l'asta di Gooding Christie’s a Pebble Beach, però, è arrivato un record destinato a rimanere scolpito a lungo nella storia del collezionismo.

Infatti, una Shelby Cobra Daytona Coupe del 1964 è stata battuta per l'incredibile somma di 42.905.000 dollari (circa 37 milioni di euro), diventando così la vettura statunitense più costosa mai venduta in un'asta pubblica. Questo risultato polverizza il precedente primato di 22 milioni di dollari stabilito nel 2018 da una Duesenberg SSJ del 1935.

Nata con un solo obiettivo: battere la Ferrari

Se il nome ti dice poco rispetto a quello delle classiche Cobra aperte o della leggendaria GT40, sappi che la Daytona Coupe è un oggetto d'epoca di una rarità quasi assoluta. Ne sono state costruite soltanto sei in totale, modellate a mano in alluminio sul telaio tubolare della AC Cobra, con una carrozzeria fastback aerodinamica firmata da Peter Brock. Lo scopo del progetto era chiarissimo: sconfiggere la Ferrari nel Campionato Mondiale Gran Turismo (tanto per cambiare!).

Sotto il lungo cofano spinge un V8 Ford Small Block da 4,7 litri, capace di 385 CV a 6.750 giri/min e 461 Nm di coppia. Gestita attraverso un cambio manuale a quattro marce e forte di un peso piuma di circa 1.042 kg, la Daytona Coupe scattava da 0 a 100 km/h in circa 4,4 secondi e raggiungeva una velocità massima di quasi 300 km/h (185 mph). Le sospensioni erano indipendenti a balestra trasversale, mentre i freni a disco erano firmati Girling.

La storia del telaio CSX2300

Il telaio protagonista dell'asta record è contrassegnato dalla sigla CSX2300. Il suo debutto in gara risale al Tour de France Automobile del 1964 con Bob Bondurant e Jochen Neerpasch al volante: un esordio sfortunato, terminato con un ritiro e con le Ferrari 250 GTO a festeggiare una doppietta sui gradini più alti del podio.

La rivincita arrivò l'anno successivo, quando la Shelby riuscì a conquistare il Campionato Mondiale FIA GT del 1965. Un successo storico dopo il quale Carroll Shelby decise di chiudere il programma Daytona Coupe per concentrare tutte le risorse dello sviluppo sulla Ford GT40 in vista di Le Mans.

Terminato l'impegno ufficiale, questa vettura finì in Giappone, dove venne impiegata in competizioni locali e persino utilizzata regolarmente su strada per circa otto anni.

L'unica Daytona appartenuta a Carroll Shelby

Oltre a essere l'unico dei sei esemplari ad aver corso nelle mani di un team privato dell'epoca, questo telaio nasconde un dettaglio che ne fa impennare il valore collezionistico: dopo la parentesi giapponese, fu lo stesso Carroll Shelby a riacquistarlo e riportarlo negli Stati Uniti. È stata l'unica Daytona Coupe posseduta personalmente dal famoso costruttore e pilota texano.

Negli anni, la vettura non è rimasta a prendere polvere in un museo chiuso: ha sfilato due volte al Goodwood Festival of Speed, tre volte al Goodwood Revival ed è tornata in Francia per gareggiare al Tour Auto per auto storiche. Del resto, per Carroll Shelby la vittoria nel mondiale GT del 1965 valeva più di qualsiasi altro traguardo: come amava ricordare lui stesso, conquistare quel titolo gli diede una soddisfazione ancora più grande rispetto alla vittoria da pilota alla 24 Ore di Le Mans. Quanto basta per gettare altra benzina sul fuoco della leggenda.

VEDI ANCHE



Resta aggiornato

MotorBox, prima di tutti gli altri

Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.

Emanuele Colombo
Emanuele Colombo
Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

Gli articoli di Emanuele

Vedi anche