Bastano due ali e un cavallo nel mezzo, per scatenare il finimondo. Aston Martin, reduce da quasi un secolo di onorato servizio con il suo badge alato, ha deciso che è ora di fare un po’ di pulizia. Bersaglio: Geely. Sì, proprio quel Geely che nel frattempo ha comprato il 17% della stessa Aston per 310 milioni di dollari. Un dettaglio.
La goccia che ha fatto traboccare la coppa del tè inglese è il nuovo logo della London EV Company, sussidiaria taxi londinesi di Geely: uno stemma con una testa di cavallo incastonata tra due ali (vedi foto sotto: nella copertina AI è un po'... ''romanzato''). Secondo Gaydon, è troppo simile al loro. Troppo simile a cosa? A uno stemma che, dopotutto, non è così diametralmente opposto ai loghi Bentley, Mini e forse altri ancora.

Ma la storia è già tragicomica di suo: nel 2023 Aston Martin aveva già provato a bloccare il deposito del marchio in UK. Risultato: un tribunale della proprietà intellettuale le ha dato torto, sentenziando che è difficile confondere una Black Cab elettrica con una DB12. E per giunta, l’ha condannata a pagare 2.900 dollari di spese legali a Geely.

Ora, riporta The Telegraph, inspiegabilmente Aston ci riprova, ricorrendo alla Corte d’Appello. Perché? “Proteggiamo la proprietà intellettuale”, dicono. Geely, con la faccia da bravo ragazzo, ribatte che è solo una “normale disputa” e che il rapporto professionale resta solido. Già. Tanto quanto le ali di un London Cab, immaginiamo.
Fonte: The Telegraph



