C’eravamo tanto amati, o forse no. Quando Google ha annunciato che Gemini avrebbe preso il posto del vecchio, caro e spesso imbranato Google Assistant, in molti abbiamo stappato quello buono. ''Finalmente un’intelligenza artificiale vera!'', dicevamo, sognando conversazioni filosofiche tra un casello e un autogrill.
Ecco, i primi feedback dagli utenti che già lo testano su Android Auto suggeriscono che, forse, era meglio tenersi il vecchio maggiordomo sordo.
Il caso più esilarante arriva – manco a dirlo – dai forum di Reddit. Un utente, con Google Maps regolarmente visualizzato sullo schermo dell’auto a confermare la sua presenza sulla terraferma, ha provato a chiedere a Gemini: ''Ehi, dove mi trovo?''. Risposta: secondo l’altissimo intelletto al silicone di Mountain View, il tizio stava guidando con nonchalance nel bel mezzo dell’Oceano Atlantico. C’è qualcosa che non quadra.
Cioè: Maps dice ''Sei a Rozzano'', Gemini dice ''Prepara la muta''. E il bello è che il GPS funziona: è proprio l’AI che ha deciso di darsi alla nautica.
Meno fatti, più chiacchiere
Ma il problema non è solo la geografia creativa. Pare che il vero dramma, per chi guida, sia che Gemini soffre della ''sindrome del professore universitario'': gli chiedi l’ora e ti spiega come si costruisce un orologio.
Un utente racconta di aver dato il comando più semplice del mondo: ''Play''. Con Assistant partiva la musica e finiva lì. Gemini, invece, ha iniziato un monologo chiedendo approfondimenti, dettagli e specifiche, finché il guidatore, per sfinimento, non ha preferito il rumore dei pneumatici sull’asfalto.

Indietro tutta?
La ciliegina sulla torta è che molti tester stanno già cercando freneticamente il tasto ''Downgrade''. Al momento, Big G permette ancora di tornare a Google Assistant, ma sappiamo come finiscono queste storie: è solo questione di tempo prima che Gemini diventi obbligatorio e ci tocchi discutere del senso della vita, per riuscire ad alzare il volume della radio.
Insomma, la rivoluzione è servita, ma per ora pare che l'Intelligenza Artificiale abbia bisogno di un buon correttore di bozze e, magari, di un corso accelerato di scuola guida.
Fonte: Autoevolution



