Ammettilo: quando hai letto ''YouTube su Android Auto'', hai subito pensato a come ingannare le attese bibliche ai semafori o durante la ricarica della tua elettrica, guardandoti l'ultimo test drive di Motorbox o uno spezzone di Top Gear.
Beh, scordatelo. Big G ha finalmente aperto le porte alla sua piattaforma video, ma lo ha fatto con un paradosso degno di un film di Christopher Nolan: niente immagini.
La TV in auto? Sì, ma con la benda sugli occhi
Per ovvie (e condivisibili) ragioni di sicurezza, il player è castrato. Se provi a far partire un video, ti ritroverai ad ascoltare l’audio mentre lo schermo resta desolatamente privo di frame.
Vuoi goderti Clarkson che urla ''Power!''? Lo sentirai, ma le smorfie buffe sul suo faccione potrai solo immaginartele. In pratica, YouTube su Android Auto è diventato un'app di podcast sotto falso nome.
Vuoi ascoltare? Paga!
Ma la vera doccia fredda non è la mancanza del video (che, insisto, alla guida è sacrosanta). Il problema è che, per far funzionare questa ''radio camuffata'', Google esige il pizzo.
Esatto, se non hai l'abbonamentoYouTube Premium (almeno quello Lite da 7,99 euro al mese), l'app non ne vuole sapere di girare in background.
Quindi, a meno che tu non sia già un fedelissimo del servizio a pagamento, difficilmente deciderai di sborsare il canone solo per sentire l'audio di un video che potresti ascoltare gratis su Spotify o tramite un normale podcast. Una mossa che sa tanto di ''operazione simpatia'' per rimpinguare le casse di Mountain View.
Interfaccia ai minimi termini
Se pensavi di poter almeno navigare tra i contenuti o mandare avanti di 15 secondi per saltare le introduzioni chilometriche, preparati a un'altra delusione. I comandi sono ridotti all'osso: Play, Pausa e ''Successivo''. Fine della festa.
Non puoi nemmeno cercare nuovi video dall'abitacolo: devi fare tutto dallo smartphone prima di ingranare la marcia e poi sperare che la playlist sia quella giusta.
Certo, è sempre meglio di prima, quando l'audio passava dal sistema ma non avevi nemmeno un tasto per mettere in pausa sul display dell'auto. Ma definirlo un ''passo avanti'' richiede una buona dose di ottimismo.
C'è una luce in fondo al tunnel?
La speranza, come sempre, è l'ultima a morire. Pare che al prossimo Google I/O di maggio (il 19 e 20, segnati le date) Mountain View possa svelare una versione finalmente completa del player, magari da utilizzare a vettura ferma.
Se invece sei uno di quelli che proprio non sa aspettare e vuoi vedere i video ''ora e subito'' (ovviamente a tuo rischio e pericolo, e solo quando sei parcheggiato!), ci sono sempre le scorciatoie di terze parti come CarStream.
Ma per quanto riguarda la via ufficiale, per ora YouTube in auto è come una cena di gala dove però ti servono solo il profumo dei piatti.



