Lola Cars è tornata e non ha intenzione di fare prigionieri. Dimentica i restomod: qui parliamo di una T70S conforme all'originale, ma nuova fiammante, con un V8 aspirato da 500 CV e un’anima che profuma di Le Mans. E sì, puoi anche targarla.
Se segui il motorsport, il nome Lola ti fa vibrare le corde dell'anima. Dopo il fallimento del 2012 e la rinascita sotto la guida di Till Bechtolsheimer (che ora corre pure in Formula E con Yamaha), il marchio britannico ha deciso di riprendersi il suo posto nel mondo. Come? Facendo rinascere la leggendaria T70 Mk3B, l'auto che nel 1969 dominò la 24 Ore di Daytona.
Ma attenzione: non chiamarla ''continuation car''. La nuova T70S è qualcosa di molto più viscerale e, tecnicamente, rivoluzionario.

La T70S GT: il mostro da strada (se hai coraggio)
Immagina di andare a fare la spesa con un prototipo di Gruppo 6. La versione GT è pensata proprio per questo. Sotto il cofano batte un V8 Chevrolet aspirato da 6,2 litri capace di scaricare a terra 500 CV.
Con un peso a secco di soli 890 kg, il rapporto peso-potenza è di quelli che ti fanno girare la testa: 562 CV per tonnellata, praticamente lo stesso di una Lamborghini Revuelto, ma senza tutti quei chip a farti da balia.
Il cambio è un manuale Hewland a 6 marce che, con un tasto, diventa sequenziale per l'uso in pista. Ti ricorda qualcosa? Esatto, un sistema simile a quello della Koenigsegg CC850.
L'assetto prevede doppi quadrilateri sovrapposti e coilover regolabili: una soluzione che più racing non si può. Così configurata la Lola T70S GT stradale brucia lo 0-100 km/h in 2,9 secondi e lo 0-200 in meno di 10.

T70S ''Pura'': il passaporto per il passato
Se invece la tua ossessione sono le gare storiche, c'è la versione Track-only. Qui Lola ha fatto un lavoro chirurgico: motore V8 Chevy da 5,0 litri (come l'originale), cambio a 5 marce e un peso che scende a 860 kg, mentre la potenza sale a 530 CV.
La vera notizia? Quest'auto viene consegnata con i documenti FIA HTP (Historic Technical Passport). Significa che puoi schierarti in griglia di partenza nelle gare per auto d'epoca con una macchina prodotta ieri, identica in ogni bullone a quella di cinquant'anni fa. Una ''furbata'' tecnica che farà impazzire i collezionisti.

Niente carbonio, la carrozzeria qui è fatta di... zucchero
Qui viene fuori il lato geniale della nuova Lola. Bechtolsheimer non voleva la solita fibra di carbonio derivata dal petrolio. Ed ecco che la carrozzeria è realizzata con un composito naturale al 100%, sviluppato internamente.
Si tratta di un mix di fibre ricavate da scarti vegetali e roccia basaltica, legati insieme da una resina prodotta dalla canna da zucchero. Risultato? Più resistente della vetroresina, più rifinita del carbonio e decisamente più amica dell'ambiente.
Un primato mondiale che Lola rivendica con orgoglio.

Niente schermi, solo muscoli
Dimentica il Bluetooth o i display touch. Dentro la T70S trovi solo strumenti analogici, interruttori fisici che fanno ''clic'' come si deve e un sedile montato rasoterra.
La versione stradale ti concede giusto due lussi: l'aria condizionata (indispensabile, visto che hai un V8 che scalda come un forno dietro la schiena) e un piccolo vano per un ''bagaglio modesto''. Giusto lo stretto necessario per un weekend di fuoco verso il Mugello o Spa.
Quante ce ne sono e quanto costano?
Il piano è di costruirne solo 16 esemplari nella sede di Silverstone. Il prezzo? Non è ancora ufficiale, ma Till è stato chiaro (o quasi): costerà una cifra compresa tra ''la migliore T70 originale sul mercato e un modello base''. Tradotto: prepara un assegno a sei zeri, molto pesanti.
Con la nuova T70S Lola non ha creato un'auto stradale, ha reso ''guidabile su strada'' una macchina da corsa. È l'essenza stessa del marchio. Tu ti sentiresti pronto a domare 500 CV senza controlli elettronici, seduto in un guscio di canna da zucchero e basalto?









