Dodge Hornet, la Tonale d'America uccisa dai dazi. Perché ci tocca
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Dodge Hornet, la Tonale d'America uccisa dai dazi. Perché ci tocca


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2 ore fa - Dodge Hornet: perché l'addio dell'Alfa Romeo Tonale USA ci riguarda

La Dodge Hornet esce di scena in Nord America a causa dei dazi doganali. Scopri l'impatto sullo stabilimento di Pomigliano

La breve parabola della Dodge Hornet sul mercato nordamericano è arrivata ai titoli di coda. Se provi a spulciare i dati ufficiali sui piazzali dei concessionari statunitensi, noti che i rubinetti della produzione si sono ormai chiusi definitivamente: rimangono meno di un centinaio di vetture disponibili in tutta la rete, destinate a esaurirsi nel giro di poche settimane, con l'aiuto di una massiccia campagna di sconti sulprezzo di listino.

Lanciata nell'agosto del 2022 come gemella quasi identica dell'Alfa Romeo Tonale, la Hornet non ha mai trovato una vera stabilità strategica oltreoceano. La decisione di Stellantis di interromperne la produzione nel gennaio del 2026, motivata ufficialmente da repentini cambiamenti nel contesto politico ed economico internazionale, ha di fatto pensionato anzitempo il secondo modello più recente del brand americano dopo la nuova Charger.

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Logica industriale: i tre fattori che hanno condannato il C-SUV

Dietro il fallimento commerciale e strategico della Hornet non c'è un problema intrinseco del prodotto, ma una precisa concatenazione di fattori industriali. Il primo, e più rilevante, è una questione geografica. Stellantis aveva scelto di produrre la Hornet nello stabilimento italiano di Pomigliano d’Arco, lasciando il modello completamente esposto alle fluttuazioni dei dazi doganali sull'importazione negli Stati Uniti. Una barriera economica che ha eroso rapidamente i margini di profitto.

In secondo luogo, il gruppo ha dovuto ridisegnare i propri piani globali di elettrificazione. Nei piani originari di Dodge, la Hornet – in particolare nella sua variante ibrida plug-in R/T – doveva fungere da ponte tecnologico verso l'elettrico puro. La risposta tiepida del mercato statunitense verso le motorizzazioni alla spina ha accelerato la fine del progetto.

Infine, c'è un tema di architettura tecnica. Sotto la carrozzeria della Hornet (e della Tonale) si nasconde la piattaforma FCA Small Wide, un'evoluzione di un'architettura nata originariamente nel 2005 e condivisa anche con la Jeep Compass di precedente generazione. Per Stellantis, investire su una base tecnica ormai superata dalle nuove piattaforme STLA Medium non aveva più alcun senso economico.

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Il futuro di Pomigliano: tra la conferma della Pandina e il piano Fastlane 2030

Forse ti stai chiedendo perché questa notizia, apparentemente lontana, in realtà ci tocchi molto da vicino. La risposta si trova all'interno delle linee produttive italiane e nelle strategie a lungo termine del gruppo. Se è vero che le ultime indiscrezioni indicano il termine del ciclo vitale dell'Alfa Romeo Tonale per il novembre del 2027, l'addio anticipato della Hornet non lascerà un vuoto industriale drammatico nello stabilimento Giambattista Vico.

La salvaguardia occupazionale e produttiva di Pomigliano d'Arco poggia infatti su pilastri ben definiti all'interno del piano industriale Stellantis Fastlane 2030. Il fulcro di questa strategia è la conferma ufficiale del prolungamento della produzione della Fiat Pandina (la storica Panda termica e ibrida) almeno fino al 2030. Una decisione strategica fondamentale, supportata anche dai vertici del gruppo come Antonio Filosa, che mira a sfruttare l'inossidabile successo commerciale del modello per garantire i volumi dello stabilimento.

I nuovi investimenti nelle fabbriche italiane stanziati da Stellantis serviranno proprio a modernizzare le linee di Pomigliano, preparandole alla transizione tecnologica successiva al 2030. La strategia Fastlane prevede infatti l'adeguamento progressivo del sito per accogliere le nuove architetture native elettriche del gruppo (come la STLA Small), destinate a modelli compatti e accessibili ad alto volume.

In sostanza, se l'esperimento del C-SUV italo-americano si avvia alla conclusione, il futuro di Pomigliano d'Arco viene blindato dalla concretezza della Panda e dalla pianificazione della prossima generazione di citycar elettrificate.

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Pubblicato da Emanuele Colombo, 13/07/2026
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Giornalista dal ’97, nella sua carriera Emanuele si è occupato di motori a 360 gradi, svolgendo anche il ruolo di tecnico e pilota collaudatore per Maserati e Alfa Romeo. Di MotorBox è l’anziano, il riferimento per tutti e non solo mentre siede alla scrivania: se un collega sta poltrendo, se ne accorge anche mentre è impegnato in una prova in pista a centinaia di chilometri. Ama le auto ma adora le moto, e in fatto di tecnologia è sempre un passo avanti. Proprio come a tavola: quantità e qualità.

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