Sicurezza

Chery Tiggo 9, la batteria resta 24 ore nell’acqua salata: prova superata


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35 minuti fa - Poi il test d’urto

Acqua salata e urti al sottoscocca: Chery ha sottoposto la batteria della Tiggo 9 a due prove estreme
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Il primo passo di Chery in Italia? Il SUV Tiggo 9 che sarà proposto con la tecnologia plug-in hybrid CSH (Chery Super Hybrid). Per dimostrare l'affidabilità e la sicurezza della sua vettura, la casa automobilistica ha condotto un test molto particolare. Infatti, ha immerso per ben 24 ore la batteria del SUV nell'acqua salata.

Dopo un giorno in immersione, la batteria non mostrava segni di corrosione, rigonfiamenti o perdite. Rimontata su di una Tiggo 9, ha superato anche una prova d'urto del sottoscocca contro un gradino. Questo è il risultato del Chery Black Sea Safety Challenge, la prima Global Safety Challenge di Chery organizzata in Europa, che si è svolta a Costanza, sul Mar Nero, davanti a oltre 150 giornalisti di 16 Paesi europei.

La batteria non teme l'acqua salata

Il SUV Chery Tiggo 9 adotta una batteria con una capacità di 34,46 kWh che pesa 228 kg. Tale accumulatore è stato calato in una vasca profonda 1,2 metri, con acqua a una salinità di 35 grammi per litro, il valore medio degli oceani. Perché acqua salata? Come spiega la casa automobilistica, il sale rende la prova più severa rispetto all'acqua dolce, perché aumenta la conducibilità e l'aggressività dell'ambiente verso guarnizioni e connessioni elettriche.

Chery Tiggo 9, test immersione batteriaChery Tiggo 9, test immersione batteria

Una volta estratta dalla vasca, non sono state rilevate corrosioni, rigonfiamenti o perdite, né tracce d'acqua nei connettori di alta e bassa tensione e nella valvola di sfiato. Come si verifica la tenuta di un pacco batteria? Stando quanto racconta Chery, l'involucro viene messo in pressione e si misura quanto rapidamente la pressione cala: la perdita in questo caso è stata di 8,067 Pa al minuto, contro un limite di accettazione di 31. Per la sicurezza elettrica si misura invece la resistenza fra i terminali ad alta tensione e l'involucro: è rimasto oltre i 500 MΩ, segno che l'impianto ad alta tensione è rimasto isolato.

Superata la prova dell'urto con il gradino

Superata la prova dell'immersione in acqua salata, la batteria è stata rimontata sul SUV che ha funzionato regolarmente. A quel punto la Tiggo 9 ha affrontato un gradino alto 25 cm a 14-15 km/h, facendo strisciare il sottoscocca contro un ostacolo rigido. Il rivestimento in PVC della piastra di protezione si è lievemente danneggiato ma l'involucro della batteria non ha presentato danni strutturali o crepe. Integri anche i connettori di alta e bassa tensione fra batteria e vettura e i circuiti di ingresso e uscita del liquido di raffreddamento.

Non sono state rilevate nemmeno perdite di elettrolita. Nessun fenomeno termico anomalo, nessuna spia accesa sul cruscotto. Questi test a cui è stata sottoposta la Chery Tiggo 9 sono l'ennesima dimostrazione di come oggi le batterie garantiscano un alto livello di sicurezza e non temano nemmeno gli scenari più estremi come l'immersione dell'auto (può capitare magari in caso di alluvioni) o gli urti nel sottoscocca.

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Filippo Vendrame
Filippo Vendrame
Appassionato di auto, moto e grande amante della tecnologia, non resisto a provare le ultime novità a 2 e 4 ruote (e non solo...).

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