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BYD verso il secondo stabilimento europeo, Spagna e Francia favorite


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1 giorno fa - La decisione è imminente.

BYD è vicina a scegliere il sito del secondo stabilimento europeo. Spagna e Francia in pole, Turchia congelata.

Da tempo sappiamo dei piani di BYD per consolidare il successo che ha conquistato in Europa in questi anni. Un consolidamento che passa anche dall’apertura di un secondo stabilimento nel Vecchio Continente, dopo quello di Szeged, in Ungheria. Ora emergono nuovi dettagli sulla decisione di BYD, che sta restringendo il campo tra le possibili scelte. Dettagli che raccontano molto delle strategie del marchio cinese, ma altrettanto dello stato di salute del settore auto europeo.

Alfredo Altavilla, Special Adviser per l'Europa di BYD, in occasione della conferenza Reuters Automotive Europe di Francoforte, ha parlato di due team già al lavoro in giurisdizioni diverse e di una scelta ormai imminente. Le due candidate principali sono Spagna e Francia, per un investimento che punterebbe all'acquisizione di un impianto già esistente e non alla costruzione di uno ex novo.

Perché Francia o Spagna

Secondo Altavilla, i siti tedeschi risulterebbero poco competitivi per sottoutilizzo e costi elevati, il che sposta l'attenzione di BYD verso il Sud del Vecchio Continente, dove energia e mercato del lavoro sono più favorevoli. È in questo quadro che Spagna e Francia emergono come le due candidate principali per il secondo stabilimento europeo.

E perché non la Turchia

L'opzione turca, che fino a poco tempo fa occupava la stessa posizione nei piani di BYD, resta invece congelata senza una tempistica definita. Il progetto prevedeva un investimento da un miliardo di dollari e serviva soprattutto ad aggirare i dazi del 27% sulle elettriche prodotte in Cina. Le nuove regole UE sul “Made in EU” (ancora in fase di definizione) renderebbero però superfluo questo vantaggio, dato che anche altri siti europei permetterebbero di rispettarle.

Un problema comune

Il tema della capacità produttiva in eccesso riguarda tutta l'industria europea, Italia compresa. Nel nostro Paese la produzione automobilistica è scesa nel 2025 a 390.000 unità, il livello più basso in 70 anni, e lo stabilimento Stellantis di Cassino, nel Lazio, ha perso oltre il 37% nei primi mesi del 2026.

Il fenomeno non riguarda solo BYD. Anche Xpeng starebbe trattando con Volkswagen e altri costruttori europei per rilevare un proprio stabilimento, dopo aver superato la capacità dell'accordo di produzione conto terzi con Magna Steyr a Graz. Volkswagen stessa avrebbe aperto alla possibilità che partner cinesi assorbano parte della capacità in eccesso, nel tentativo di ridurre la propria rete produttiva da circa 12 a 9 milioni di unità l'anno.

FONTE: Automotive World

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Pubblicato da Daniele Di Geronimo, 01/07/2026
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Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.

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