Sul mondo dell'elettrico, BYD ha appena sganciato una bomba: il sistema ''flash charging'' da 1.500 kW, secondo il maxi Costruttore cinese, è in grado di aggiungere 500 km di autonomia alla Denza Z9GT in appena cinque minuti. Roba da fare il pieno come a una pompa di benzina, se non fosse che il “pieno” qui è di elettroni.
Ma come sempre quando qualcuno promette il settebello, arriva qualcuno a chiedere: “Sì, ma il conto?”.

A fare la voce grossa (anzi, ragionevole) stavolta è BMW, che attraverso il responsabile produzione batterie Markus Fallböhmer invita alla calma: “State attenti con certi annunci. Si può ottimizzare un singolo parametro, ma poi si fanno compromessi su altri fronti”.
In altre parole: la batteria è come una coperta corta, se la tiri da una parte, qualcosa resta scoperto.
E quali sarebbero questi “compromessi”? Durabilità, gestione termica, costi, sicurezza. Parole che i bavaresi conoscono bene, visto che sulle loro nuove iX3 e i3 si fermano a 400 kW di picco, sufficienti per riempire il serbatoio di 400 km in 10 minuti. Niente male, ma non 500 in 5.

Il messaggio di BMW è chiaro: sì alla ricarica veloce, ma senza sacrificare ciò che per decenni ha fatto la differenza. Perché se è vero che la corsa alle prestazioni assomiglia a quella dei super smartphone cinesi, è altrettanto vero che un pacco batterie che si surriscalda come un toast non lo vuole nessuno, nemmeno a 1.500 kW.
Morale: BYD fa sognare, BMW invita a leggere tutto il contratto. La guerra delle ricariche è solo all’inizio, ma intanto chi si siede al tavolo deve sapere che ogni record ha il suo prezzo.
Fonte: CarSales



