Una settimana fa Frank van Meel, amministratore delegato di BMW M, aveva confermato al Goodwood Festival of Speed che la versione a batteria della prossima M3 manterrà lo storico nome, senza sigle come “iM3”. In quella stessa occasione, però, van Meel si è soffermato anche su altri aspetti, altrettanto importanti. Il CEO di BMW M, infatti, ha parlato anche della filosofia dietro la M3 elettrica e del motivo per cui non ci sarà un finto sound che replichi quello di un’auto endotermica.
Il nemico naturale
Van Meel ha usato un'espressione forte e diretta per descrivere la sfida interna a BMW M. Ha definito la M3 elettrica come il «nemico naturale» della versione a benzina. Questo perché rischia di sottrarre clienti al modello più venduto della gamma. «Ora stiamo combattendo contro noi stessi», ha dichiarato, aggiungendo che le due motorizzazioni saranno entrambe disponibili. Sarà poi il cliente a scegliere quale acquistare. Una sfida per certi aspetti interessante ma che potrebbe anche togliere risorse.
Se la sfida interna riguarda il mercato, quella tecnica si gioca invece sul modo di intendere le prestazioni. La configurazione a quattro motori elettrici, già nota dai dettagli tecnici emersi sulla piattaforma Neue Klasse, non punta a un semplice aumento della potenza massima. Il concetto è che i quattro motori, controllati da una centralina chiamata Heart of Joy, permetteranno di frenare le ruote interne e accelerare quelle esterne in curva (la logica alla base del torque vectoring), offrendo un controllo della dinamica finora impossibile su una vettura a combustione. Per il manager, non servono 1.000 CV di potenza, ma conta la capacità di gestirla, non di scaricarla tutta insieme.
La dimensione sonora
Uno dei passaggi più netti riguarda il suono. BMW M aveva sperimentato diverse soluzioni per simulare un motore endotermico nella M3 elettrica, tra cui il V10 della M5, il V8 della M3 e persino il quattro cilindri della E30. Nessuna, secondo van Meel, ha convinto anche perché ogni suono aveva senso solo sull'auto per cui era stato pensato originariamente. Alla fine si è optato per lo sviluppo di un suono nuovo. Un sound ispirato ai motori elettrici, evitando però l'effetto “astronave”, per non perdere la sensazione di connessione con l'auto.
FONTE: Autocar
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


