Chi stabilirà come si testano e si classificano le batterie allo stato solido del futuro? Per la prima volta, la risposta arriva da un ente tecnico internazionale, e la propone la Cina. Il 21 agosto lo IEC (International Electrotechnical Commission) ha approvato come nuovo progetto di lavoro una proposta cinese per il primo standard internazionale dedicato specificamente alle batterie allo stato solido per veicoli elettrici.
Il documento si intitola “Application Guidelines, Test Items and Conditions for Solid-State Batteries Used in Electric Vehicle Traction Applications”, e punta a fornire ai costruttori di tutto il mondo un riferimento tecnico comune per test e applicazione di queste celle. La Cina guiderà la stesura del testo, ma non lo farà da sola. Tra gli esperti ci saranno anche tecnici francesi, giapponesi e sudcoreani.
Un processo appena iniziato
Lo IEC ha avviato il processo di sviluppo dello standard, non lo ha concluso. Il ciclo di stesura richiederà tra 24 e 36 mesi. La strada verso un testo definitivo e adottato dai costruttori è ancora lunga. La proposta approvata dallo IEC si basa sul lavoro di standardizzazione già avviato in Cina a livello nazionale. Una bozza in consultazione pubblica di dicembre 2025 aveva fissato una soglia dello 0,5% di perdita di massa come criterio per distinguere le batterie realmente “allo stato solido” da quelle semi-solide (che mescolano elettrolita solido e liquido). È una distinzione tutt’altro che teorica, perché diverse batterie oggi commercializzate come “solid-state” rientrano in realtà in questa categoria intermedia.
Un ricercatore cinese che si occupa di standardizzazione internazionale ha spiegato con chiarezza la logica dietro questa decisione. Quando i prodotti cinesi arriveranno sui mercati esteri, incontreranno requisiti tecnici già allineati ai propri parametri di produzione, con meno adattamenti necessari rispetto alla concorrenza. Un vantaggio competitivo non trascurabile che si costruisce anni prima che il primo veicolo con batteria allo stato solido arrivi davvero in un concessionario europeo.
Resta da vedere quanto l’Europa, attraverso la partecipazione francese ai lavori tecnici, riuscirà a influenzare concretamente il testo finale dello standard, o se si limiterà a un ruolo di supervisione su un impianto normativo già in gran parte definito da Pechino.
FONTI: CarNewsChina – South China Morning Post
Resta aggiornato
Scegli come vuoi seguirci: aggiornamenti in tempo reale su Telegram, oppure dai priorità a MotorBox nei risultati di Google.
Dimmi che auto guidi e ti dirò chi sei. Che sia per scelta, esigenza o nessuna delle due, l’auto racconta molto delle persone. Non solo di chi ne fa un manifesto del proprio stile di vita. Daniele scrive di automobili perché raccontano molto del tempo in cui vengono pensate, prodotte e commercializzate. Cambiano forma, alimentazione e nome, ma continuano a dire qualcosa su chi le compra (e chi no). Giornalista pubblicista, racconta il mondo dell’auto cercando di capire cosa comunica davvero, oltre ai CV e ai consumi.


