Autore:
Paolo Sardi

CAMBIO DI PROSPETTIVA In Toyota non hanno mai seguito volentieri la moda che vuole utilitarie sempre più grandi e zeppe di gadget di ogni tipo. Lo dimostra la storia della Yaris, rimasta nel corso del tempo “piccolo genio”, di nome e di fatto. Ora però in Giappone sono convinti che i tempi siano maturi per invertire addirittura la rotta, perché le prossime generazioni di modelli non offrano per forza qualcosa “di più” ma – preferibilmente - “di meglio”.

A QUATTRO MANI Il manifesto programmatico di quella che potrebbe dunque diventare una nuova tendenza è rappresentato dalla Toyota ME.WE, una concept realizzata a più mani da Toyota Europe Design & Development e dallo Studio Massaud, capitanato da quel Jean-Marie Massaud celebrato in ogni angolo del pianeta per i suoi lavori di design e architettura.

PESO PIUMA Questo prototipo ha tre assi nella manica: è ecologico, leggero ed economico. La sua carrozzeria è realizzata con pannelli di polipropilene, che, rispetto al metallo, hanno il pregio di costare e pesare meno, assicurando anche maggiori possibilità di personalizzazione. Sotto questa pelle si nascondono una struttura tubolare in alluminio e un pianale in bambù, amici dell’ambiente e della bilancia, tanto che il peso dichiarato è di soli 750 kg.

MINIMAL Con questi ingredienti, la Toyota ME.WE risulta alla fine un curioso incrocio tra un pick-up, una cabriolet, una fuoristrada e una citycar. Di quest’ultima ha sicuramente le dimensioni tascabili: lunghezza, larghezza e altezza sono rispettivamente di 344, 175 e 160 cm. Alla faccia della taglia XS dell’esterno, l’interno si annuncia a cinque posti, con i passeggeri ospitati su sedili minimalisti, che ricordano un po’ quelli della prima Panda di Giugiaro. La versatilità è garantita dal divano posteriore ripiegabile e asportabile, che eventualmente si può impiegare anche fuori dalla macchina, per esempio per fare un picnic.

PICCOLA SHERPA La sua rimozione lascia libero un notevole spazio, che può essere sfruttato alla grande pure in lunghezza, complici la presenza di un piano di carico particolarmente esteso e la possibilità di fare scomparire il lunotto in cristallo. A ben vedere, però, tutti i vetri, parabrezza compreso, possono farsi da parte e lasciare l’abitacolo ai quattro venti. Tra gli altri segni particolari della Toyota ME.WE spiccano il tetto con una specie di marsupio in neoprene per i trasporti eccezionali, climatizzazione e sedili riscaldabili a basso assorbimento di energia e una strumentazione a singolo display che può dialogare ed essere integrata dallo smartphone di turno. Quanto infine alla meccanica, la ME.WE adotta quattro motori elettrici, uno per ogni ruota, pronti a creare all’occorrenza una trazione integrale

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